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Giallo di Pietracatella: confermato avvelenamento da ricina per madre e figlia, negativo il marito. Nuovi sospettati

L'ombra del veleno si allunga sempre di più sulla tragica morte di Antonella Di Ielsi e di sua figlia quindicenne Sara Di Vita, decedute a ridosso dello scorso Natale a Pietracatella (Molise) per quella che, inizialmente, era stata derubricata come una banale e fatale intossicazione alimentare. Le ultime indiscrezioni, filtrate da fonti qualificate e vicine…
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(Foto Adnkronos)

L’ombra del veleno si allunga sempre di più sulla tragica morte di Antonella Di Ielsi e di sua figlia quindicenne Sara Di Vita, decedute a ridosso dello scorso Natale a Pietracatella (Molise) per quella che, inizialmente, era stata derubricata come una banale e fatale intossicazione alimentare.

Le ultime indiscrezioni, filtrate da fonti qualificate e vicine all’inchiesta, lasciano ormai poco spazio ai dubbi: gli esami tossicologici avrebbero confermato la positività alla ricina – un potentissimo e letale veleno di origine vegetale – per entrambe le vittime. Di contro, gli stessi esami avrebbero confermato la totale negatività alla tossina per Gianni Di Vita, rispettivamente marito e padre delle due donne, scampato alla tragedia. Nelle prossime ore è attesa la relazione ufficiale e definitiva dal Centro Antiveleni di Pavia, che fornirà alla Procura i dettagli scientifici completi.

Gli interrogatori e la pista dell’avvelenamento doloso

Con la conferma della presenza di ricina, l’inchiesta subisce una brusca accelerata e vira con forza verso l’ipotesi di omicidio (inizialmente il fascicolo era stato aperto per omicidio colposo a carico di cinque medici, indagati per negligenza nelle prime fasi di soccorso). Gli investigatori della Squadra Mobile di Campobasso stanno seguendo diverse piste e il cerchio dei sospettati si sta stringendo. Solo nella giornata di oggi, la Polizia ha convocato in Questura almeno altri cinque soggetti “informati sui fatti”, che vanno ad aggiungersi alla trentina di persone già ascoltate negli ultimi giorni. Lo stesso Gianni Di Vita sarà nuovamente riconvocato a breve per essere riascoltato in veste di testimone.

L’appuntamento a Bari per gli esami irripetibili

Nel frattempo, la macchina medico-legale non si ferma. La dottoressa Pia Benedetta De Luca, incaricata delle autopsie (eseguite lo scorso 31 dicembre al Cardarelli di Campobasso), ha formalmente convocato tutte le parti in causa a Bari per il prossimo 29 aprile. In quella data si procederà all’esame dei vetrini istologici contenenti i prelievi effettuati sui corpi delle due vittime. Trattandosi di accertamenti tecnici “non ripetibili”, la convocazione garantisce il pieno contraddittorio: a Bari saranno presenti i legali e i consulenti tecnici dei cinque medici indagati, nonché gli avvocati delle parti offese, tra cui Vittorino Facciolla, neo-difensore di Gianni Di Vita.

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