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Caso Garlasco, interviene il ministro della Giustizia: «Come è stato possibile condannare Stasi?»

Come è stato possibile condannare Alberto Stasi per il delitto di Chiara Poggi? A chiederselo è il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. «Se una persona può essere condannata solo al di là di ogni ragionevole dubbio - chiarisce -, come puoi condannarla quando è già stata assolta due volte da una Corte d'Assise e da…
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(Foto ANSA - Giuseppe Lami)

Come è stato possibile condannare Alberto Stasi per il delitto di Chiara Poggi? A chiederselo è il ministro della Giustizia, Carlo Nordio.

«Se una persona può essere condannata solo al di là di ogni ragionevole dubbio – chiarisce -, come puoi condannarla quando è già stata assolta due volte da una Corte d’Assise e da una Corte d’Appello?», chiede il Guardasigilli, a margine di un convegno, parlando del caso Garlasco e della condanna di Alberto Stasi.

Il ministro ha aggiunto: «Questa situazione paradossale nasce da una legislazione che dovrebbe essere cambiata, ma è molto difficile, per la quale una persona assolta in primo grado e assolta in secondo grado può, senza l’intervento di nuove prove, poi essere condannata».

Nordio ricorda che «è accaduto sedici anni fa con il primo processo. C’era stata una assoluzione davanti alle Corte d’Assise, una assoluzione davanti alla Corte d’Appello, poi una decisione della Cassazione che ha rinviato il processo, integrandolo con alcune, diciamo così, nuove considerazioni e si è arrivati a una condanna». E aggiunge: «Nel sistema anglosassone tutto questo non solo non esiste ma è assolutamente inconcepibile».

Il ministro della Giustizia nota, poi, che «oggi il cittadino italiano si domanda perplesso come possa esistere una situazione in cui una persona ha scontato una fortissima pena da colpevole mentre attualmente si indaga su un altro, sulla base di prove per le quali, sempre secondo l’accusa, l’autore del delitto sarebbe completamente diverso dal primo. Ripeto: una situazione anomala che diciamo raramente si vede e io non l’ho mai vista».

Il ministro ha in ogni caso specificato che «nessuno, questo lo sappiamo bene, può ovviamente pronunciarsi su un procedimento in corso», aggiungendo: «È chiarissimo che io non ho la più pallida idea, e anche se l’avessi non lo direi, della dinamica del delitto e soprattutto del suo autore. Però ho un’idea invece chiara sulla dinamica della nostra legislazione che è sbagliata».

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