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Dalla paura alla libertà, Gabriel Garko: «Da gay in segreto a marito: ora dicono sia solo pubblicità»

Capita talvolta che un incontro nato per caso si trasformi in un’occasione di confronto sincero. Proprio perché non pianificato, può risultare più autentico: anche quando si decide di raccontare pubblicamente la propria storia, chi ha attraversato momenti complessi tende spesso ad addolcire i contorni, a limare gli aspetti più duri, sia perché certe ferite restano…
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Capita talvolta che un incontro nato per caso si trasformi in un’occasione di confronto sincero. Proprio perché non pianificato, può risultare più autentico: anche quando si decide di raccontare pubblicamente la propria storia, chi ha attraversato momenti complessi tende spesso ad addolcire i contorni, a limare gli aspetti più duri, sia perché certe ferite restano aperte, sia per mostrarsi più equilibrati.

In questo contesto informale mi ritrovo a parlare con Gabriel Garko, che con sorprendente schiettezza osserva: «C’è chi preferisce credere a una versione falsa piuttosto che alla realtà. Da quando ho fatto coming out e ho raccontato a Verissimo di aver sposato Giorgio due anni fa, qualcuno sostiene che sia solo una mossa pubblicitaria. È assurdo: prima dicevano che ero gay mentre ero costretto a negarlo, ora affermano che sono etero e fingo il contrario per visibilità». Un vero paradosso.

Non si tratta di un’intervista formale, ma di una chiacchierata nata per caso ad Azzano Decimo, durante i festeggiamenti per i vent’anni del Caffè Barocco, organizzati da Lorenza Nardo, amica comune. Ci si ritrova, si condividono ricordi e si parla apertamente del proprio percorso.

Dalla paura alla libertà

A volte ci si lascia trascinare dagli eventi e si seguono scelte imposte, ma è un errore», racconta mentre sorseggia prosecco e assaggia del pesce («Non mangio carne»). La vita non è mai priva di ostacoli, ma proprio questi rendono i traguardi più significativi. Ed è ciò che sembra riflettersi oggi in lui: un uomo sereno, soddisfatto e felice accanto al marito Giorgio.

Recentemente è tornato anche sul set con la fiction Colpa dei sensi, diretta da Simona Izzo e Ricky Tognazzi, con cui aveva già lavorato in Se potessi dirti addio sempre insieme ad Anna Safroncik.Chi racconta lo conosce fin dagli inizi, quando aveva appena scelto il nome d’arte. All’anagrafe era Dario Oliviero e aveva appena vinto il concorso Il più bello d’Italia, dopo aver lasciato la carriera nei carabinieri.

Era il 1991, preceduto dal titolo di Mister Settimo Torinese. Viveva ancora nella sua città con la famiglia e le tre sorelle. La sua avvenenza è sempre stata evidente: alto, occhi chiari, qualche imperfezione corretta nel tempo e una pelle curata che non rivela i suoi 53 anni. «Bisogna prendersene cura», dice, sottolineando anche il ruolo della genetica, citando la madre Isabella, oltre gli ottant’anni, ancora splendida.

Al di là dei riflettori

Il successo è arrivato rapidamente grazie alle fiction, molte prodotte da Alberto Tarallo, figura per lui determinante, che potrebbe aver influito anche sulla scelta di non dichiararsi apertamente per anni. «Ho dovuto nascondere la verità a lungo. E ora che finalmente sono libero, c’è chi pensa che io stia mentendo di nuovo». Ricorda anche un periodo a Londra, dove si era trasferito per studiare inglese: «Era la prima volta che mi sentivo davvero libero, nessuno mi conosceva. Uscivo da solo, ma nessuno mi si avvicinava. Avevo sviluppato un atteggiamento così chiuso che gli altri non si sentivano incoraggiati a parlarmi. Per mesi, il vuoto totale».

Gestire contemporaneamente una vita pubblica, una privata e una nascosta è estremamente complicato, soprattutto sotto i riflettori. «Vivevo costantemente con l’ansia di essere scoperto», confessa. «Evitavo gli sguardi, anche quando qualcuno mi interessava». Un comportamento diventato col tempo una vera corazza. Questa difficoltà, spiega, non nasce con la notorietà: già da adolescente era molto conosciuto nel suo ambiente, e questo lo aveva portato a nascondersi ancora di più. Il coming out, avvenuto nel 2020 durante il Grande Fratello, è stato per lui un punto di svolta: «Mi sono sentito finalmente libero, per la prima volta».

Dopo un periodo di libertà totale, in cui ha recuperato ciò che aveva dovuto sacrificare, arriva l’incontro con Giorgio, conosciuto tramite amici comuni. Nasce una relazione profonda, che porta i due a sposarsi in forma riservata, senza coinvolgere le famiglie. Solo successivamente la notizia viene resa pubblica nel salotto televisivo di Silvia Toffanin.

Oggi vivono insieme a Zagarolo, mentre Giorgio, originario di Palermo, gestisce alcune attività ricettive lavorando a distanza. «È una persona estremamente riservata, lontana da qualsiasi desiderio di visibilità. Ed è proprio questo che rende tutto più semplice: nel mio lavoro è facile che sorgano dubbi se il partner cerca notorietà. Con lui non esiste questo problema». La serata si chiude con un suo pensiero che riassume tutto: «Giorgio sceglie di restare lontano dai riflettori, e proprio questa discrezione è uno degli elementi che rendono il nostro rapporto così solido».

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