Un lungo e silenzioso corteo di genitori, figli e rappresentanti delle istituzioni ha attraversato questo pomeriggio le vie del centro di Foggia per lanciare un grido d’allarme unanime: fermare l’escalation di violenza giovanile che sta stringendo la città in una morsa di paura. La manifestazione è nata a seguito del brutale pestaggio subìto da Luigi, un ragazzo di 17 anni, aggredito da una baby gang la notte tra il 9 e il 10 maggio scorsi proprio in piazza Mercato, punto d’arrivo della marcia e teatro negli ultimi mesi di troppi episodi analoghi.
Il corteo, caratterizzato da decine di cartelloni colorati contro la violenza, ha visto sfilare al fianco dei cittadini anche l’assessore comunale alla Legalità, Giulio De Santis. Strazianti le testimonianze dei genitori del diciassettenne, che ha riportato gravi lesioni al volto giudicate guaribili in 25 giorni di prognosi.
«Non è possibile che i nostri figli escano per divertirsi il sabato sera e vengano aggrediti da queste baby gang che approfittano della loro bontà – ha denunciato con rabbia il padre, Luca Castelluccia –. Mio figlio è tornato a casa con sedici punti di sutura sulla faccia».
Accanto a lui la mamma, Tiziana, visibilmente provata dal dolore e da un trauma che non accenna a passare: «Ho sentito le botte che ha preso mio figlio, ho sentito il mio cuore andare a pezzi. Io e Luigi siamo una cosa sola e lui, purtroppo, oggi è ancora completamente sconvolto». Le indagini sull’aggressione hanno intanto svelato uno scenario inquietante: nel branco che ha ridotto in fin di vita il diciaccentenne figurano anche due ragazzini di età inferiore ai 14 anni, quindi non imputabili per la legge italiana.
