Una notte magica e vibrante, di quelle che lasciano un segno indelebile nella memoria collettiva di una città. Kevin Spacey ha letteralmente stregato Foggia, ospite d’onore della nona edizione di Mònde – Festa del Cinema di Monte Sant’Angelo, che per l’occasione ha fatto tappa nel capoluogo dauno. L’attore hollywoodiano, due volte premio Oscar, è stato travolto da un caloroso bagno di folla fin dal suo arrivo davanti all’iconico photocall allestito presso il pronao della Villa Comunale, tra centinaia di fan a caccia di foto e autografi.
Il culmine dell’emozione si è toccato all’interno dell’Arena Mònde, dove l’attore è stato accolto da una lunghissima standing ovation al momento della consegna dell’Honorary Mònde Award 2026. Visibilmente commosso, Spacey ha messo da parte la maschera da divo per lasciare spazio all’uomo, confessando a cuore aperto le fragilità degli ultimi nove anni di buio e isolamento mediatico. Un racconto intimo e sincero, in cui ha ringraziato il pubblico sottolineando come l’affetto della gente comune sia stato l’unico vero motore che gli ha impedito di smettere di credere nel proprio lavoro e nel cinema.
Dopo il momento di intensa commozione, l’attore ha riacceso la sua straordinaria presenza scenica in un brillante dialogo con la giornalista Silvia Bizio. Ironico e generoso, Spacey ha deliziato la platea regalando le spietate smorfie del suo celeberrimo Frank Underwood di House of Cards, per poi lanciare una sorprendente e impeccabile imitazione di Marlon Brando. Proprio evocando il mito del cinema mondiale, l’attore ha strappato l’ultimo applauso della serata con una battuta sul futuro del settore: «Forse l’unica applicazione dell’intelligenza artificiale che sarei disposto ad accettare nel cinema sarebbe quella che mi permettesse, un giorno, di recitare accanto a lui». Un incontro autentico, chiuso dal grande e meritato calore di una Foggia che ha saputo ascoltare e tributare il giusto onore a un gigante del cinema contemporaneo.
