Un inquietante attacco ibrido ha preso di mira il sistema sanitario francese, colpendo un gestore di frigoriferi dell’Istituto francese del sangue (Établissement français du sang). Secondo quanto dichiarato dal servizio trasfusionale nazionale e ripreso da Bfmtv, degli hacker sono riusciti a penetrare nei sistemi di controllo remoto, manomettendo tre celle frigorifere destinate alla conservazione di emoderivati vitali. L’azione ha provocato un innalzamento drastico e anomalo delle temperature: i frigoriferi, normalmente impostati a una rigida temperatura di sicurezza pari a -30 gradi, hanno visto i termometri schizzare fino a +110 gradi. Un’operazione di sabotaggio mirata a compromettere stock preziosissimi per le terapie e le emergenze mediche.
Nonostante la gravità dell’intrusione cibernetica, la ministra della Salute e l’Istituto del sangue hanno voluto rassicurare tempestivamente l’opinione pubblica, annunciando ufficialmente che l’episodio non ha avuto “alcun impatto sanitario” sui pazienti o sulla continuità delle cure. L’episodio si inserisce in un clima di crescente tensione digitale: l’evento, infatti, richiama alla memoria recenti segnalazioni — come quelle diffuse dal Tg1 e dall’Ansa — relative ad analoghe rivendicazioni da parte di gruppi di hacker filorussi contro infrastrutture e supermercati. Le autorità restano in massima allerta per prevenire ulteriori minacce ai servizi essenziali.
