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Flotilla, gli attivisti liberati in Libia sono tornati in Italia. Centrone: «Quello che abbiamo subito è inaccettabile»

Con il 34enne pugliese, sono atterrati a Fiumicino anche Dina Alberizia e Matias Alvarez Rodriguez, uruguaiano con cittadinanza italiana

Flotilla, gli attivisti liberati in Libia sono tornati in Italia. Centrone: «Quello che abbiamo subito è inaccettabile»

È atterrato puntuale all’aeroporto di Fiumicino, poco prima delle 13, il volo Ita Airways che ha riportato in Italia Domenico Centrone e Leonarda “Dina” Alberizia, i due attivisti della carovana umanitaria di terra della Global Sumud Flotilla per Gaza, fermati e trattenuti in Libia per un mese con l’accusa di essere entrati illegalmente nel Paese africano.

I due attivisti sono stati liberati ieri dopo un mese di detenzione a Bengasi, grazie ad un intenso lavoro diplomatico in coordinamento tra il ministero degli Esteri e Palazzo Chigi. Con Centrone e Alberizia è rientrato anche Matias Alvarez Rodriguez, uruguaiano con cittadinanza italiana.

Per Centrone oggi, giorno del suo compleanno, è davvero un giorno speciale: «È il miglior regalo che possiamo immaginare», afferma parlando con i giornalisti all’aeroporto di Fiumicino. «Quello che abbiamo subito in questi giorni è inaccettabile», racconta l’attivista di Molfetta, spiegando che «siamo stati senza comunicazioni. Le nostre famiglie non sapevano nulla di noi e noi non sapevamo nulla del mondo esterno. Noi non siamo entrati nella Libia dell’est, non volevamo entrarci. Ci hanno fermato qualche centinaia di metri prima del check point, quindi siamo stati catturati prima di entrare, ci hanno rapito lì, non siamo stati arrestati e poi siamo spariti per tre giorni».

Centrone chiarisce che «non abbiamo subito violenza fisica, siamo stati trattati decentemente anche se per due giorni siamo stati in isolamento. La violenza psicologica invece è continuata».

Poi ribadisce: «Il nostro trattamento è stato da cittadini privilegiati. Noi sappiamo però che in questi Paesi, le persone che non hanno questo privilegio subiscono un trattamento molto peggiore e noi lottiamo per questa gente». Centrone riferisce che «sappiamo che c’è stata molta collaborazione da parte delle autorità italiane, e un grande lavoro della diplomazia e del Governo, che ringraziamo. Tuttavia non sappiamo ancora i dettagli dell’operazione. Speriamo comunque che questo sia un primo passo, ci sono ancora molte cose che le istituzioni possono fare. Il nostro è un monito. La gente normale come me e Dina si mobiliterà sempre di più. Questo è solo il primo passo, sta iniziando un’era di mobilitazione e questo le istituzioni devono capirlo. La gente sa quello che vuole e lo sta chiedendo a voce molto alta. Noi non ci fermeremo e andremo avanti, anche se adesso abbiamo bisogno di stare con le nostre famiglie».

Non trattiene l’emozione Maria Rosaria Centrone, sorella di Domenico che, nei giorni scorsi, aveva anche lanciato un appello alla liberazione del fratello e degli altri attivisti trattenuti in Libia: «Oggi è un giorno bellissimo. Riabbraccio mio fratello libero nel giorno in cui festeggiamo i suoi 34 anni. Penso sia finora il miglior compleanno della sua vita. Non so se ce ne saranno altri altrettanto belli e pieni di sorprese».

Maria Rosaria Centrone ringrazia quanti si sono impegnati per la liberazione degli attivisti e ribadisce «che l’obiettivo di mio fratello, così come quello di tutti gli altri attivisti della Global Sumud Flotilla, sia sempre stato quello di far sì che la gente non soffra più a Gaza così come in tante altre parti del mondo».

Il rientro in Puglia di Domenico Centrone è previsto per stasera, poco dopo le 22, nella sua Molfetta dove ad attenderlo ci saranno i tanti attivisti e cittadini che, per un mese, hanno chiesto a gran voce la sua liberazione.