Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, i due attivisti italiani della Flotilla fermati in Libia il 24 maggio, sono stati liberati dopo un mese di detenzione. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, spiegando che i due rientreranno in Italia domani grazie a un «intenso lavoro diplomatico» condotto dalla Farnesina con Palazzo Chigi. Insieme a loro è stato affidato al console italiano a Bengasi anche Matias Alvarez Rodriguez, uruguaiano con cittadinanza italiana.
La vicenda era iniziata durante il convoglio umanitario internazionale Global Sumud diretto verso Gaza. Centrone, 33 anni, insegnante di Molfetta, e Alberizia, 67 anni, educatrice in pensione originaria della provincia di Foggia ma residente ad Asti, facevano parte della delegazione di dieci attivisti che aveva superato il checkpoint di Sirte per trattare il passaggio del convoglio nella Libia orientale controllata dalle forze del generale Khalifa Haftar. Da quel momento i contatti si erano interrotti e i due erano stati trasferiti a Bengasi con l’accusa di immigrazione illegale.
Nei giorni successivi il caso era diventato sempre più delicato: il rientro era slittato, la detenzione era stata prorogata di altri 30 giorni e i legali avevano denunciato l’assenza di accuse formalizzate e l’impossibilità, per giorni, di sapere con certezza dove fossero trattenuti. La liberazione chiude così una vicenda che aveva mobilitato famiglie, associazioni e istituzioni pugliesi
