L’eco della tragedia che ha sconvolto le comunità di Andria e Trani trova la voce accorata della Chiesa locale. All’indomani dell’uccisione di Cosimo Quagliarella, il 18enne andriese accoltellato a morte nella notte tra il 12 e il 13 agosto, il vescovo della diocesi di Andria, monsignor Luigi Mansi, è intervenuto con una profonda riflessione affidata ai canali social, chiamando l’intera società a un esame di coscienza collettivo.
«Dobbiamo dirci con coraggiosa autocritica che colpevoli siamo un po’ tutti, perché non riusciamo a educare alla pace e alla non violenza i nostri ragazzi – scrive il presule –. Non riusciamo a trovare i modi, le parole giuste per convincere tanti nostri giovani che la violenza è perdente, sempre e su tutti i fronti».
«Vite spezzate da un attimo di follia»
Monsignor Mansi ha espresso l’amarezza che attraversa la città, interrogandosi sulle radici del disagio giovanile sfociato nel sangue: «La nostra comunità è stata ancora una volta scossa da un brivido di dolore. Ci chiediamo tutti: quando finirà questa violenza incontrollata? Perché si arriva a tanto?».
Nel suo messaggio, il vescovo ha riservato un pensiero non solo alla vittima, ma anche al presunto aggressore – il 17enne tranese attualmente sottoposto a fermo con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato – e a tutti i coetanei coinvolti: «Non c’è solo la vita distrutta del giovane Cosimo, ma c’è anche la vita distrutta del suo giovane assassino e quella degli amici che, per un attimo di follia, hanno perso per sempre due compagni di comitiva».
In chiusura, il vescovo ha ribadito l’impegno pastorale e civile della diocesi: «La Chiesa è pronta e disponibile a mettersi al servizio di una città ferita, ma più che mai desiderosa di garantire un futuro di speranza e di bene ai propri giovani».
