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Elezioni in Israele, concluse le urne ordinarie: 53 seggi al blocco di Netanyahu e 48 a Eisenkot

​Il presidente di Stato Herzog fissa le consultazioni, il premier uscente attacca le aperture ai partiti arabi

Elezioni in Israele, concluse le urne ordinarie: 53 seggi al blocco di Netanyahu e 48 a Eisenkot
(Foto Ansa)

​Si sono concluse le operazioni di scrutinio relative ai seggi ordinari nelle elezioni legislative in Israele, delineando un quadro parlamentare ancora provvisorio in attesa della valutazione delle schede speciali. Con il completamento del conteggio delle urne tradizionali, che rappresentano circa l’86% del totale dei voti espressi, il blocco guidato dal premier uscente Benjamin Netanyahu si attesta a 53 seggi, superando la coalizione del cambiamento guidata da Gadi Eisenkot, leader di Yashar, che si ferma a quota 48 seggi. Un peso decisivo viene esercitato dalle formazioni arabe, accreditate complessivamente di 19 seggi. L’equilibrio definitivo della Knesset rimarrà tuttavia subordinato allo scrutinio delle circa 650mila «buste doppie», contenenti i voti dei militari, dei diplomatici all’estero, dei degenti ospedalieri e dei detenuti.

​Nel dettaglio, la distribuzione provvisoria dei seggi vede il Likud attestarsi come primo partito con 26 scranni, seguito da Yashar con 21, mentre la Lista Unita e la formazione Beyachad (promossa da Lapid e Bennett) ottengono entrambe 12 seggi. Più staccati I Democratici con 8 seggi, seguiti da una serie di forze politiche a quota 7 tra cui Yisrael Beitenu, Ra’am, l’Ebraismo della Torah Unito, Otzma Yehudit di Itamar Ben Gvir e lo Shas. Chiudono lo schieramento il Sionismo Religioso di Bezalel Smotrich e Zehut, fermi a 6 seggi.

​Di fronte alla frammentazione dell’aula, il presidente dello Stato di Israele, Isaac Herzog, è intervenuto per ammonire le forze politiche sulla necessità di scongiurare una nuova consultazione alle urne: «Una cosa deve essere chiara, e l’ho detto già prima delle elezioni: dobbiamo fare tutto il possibile per evitare di dover ricorrere a un’ulteriore tornata elettorale. Riceverò i risultati ufficiali la settimana prossima e inizierò le consultazioni: mi aspetto che chiunque venga qui si presenti con apertura mentale». Il capo dello Stato avvierà i colloqui istituzionali non appena il quadro numerico sarà consolidato dalla chiusura delle doppie buste.

​Nel frattempo, lo scontro politico si è infiammato attorno alle dichiarazioni rilasciate dai rappresentanti delle minoranze. Il premier Benjamin Netanyahu ha duramente stigmatizzato l’atteggiamento dei potenziali alleati dell’opposizione, puntando il dito contro Osama Saadi, esponente della Lista Unita: «Osama Saadi della “Lista Unita” e alleato del blocco di sinistra dedica i risultati elettorali ai palestinesi a Gaza, in Giudea e Samaria e nella “Gerusalemme occupata” ed elogia il popolo palestinese e i terroristi che si trovano in prigione. È con questi individui che intendono formare un governo pericoloso. Non permetteremo che ciò accada». La polemica conferma la linea di netta chiusura del blocco di destra verso qualsiasi ipotesi di sostegno esterno o alleanza organica con le forze arabo-israeliane.