Si propende per la tesi del gesto ‘di un folle’ e non per la pista del terrorismo dagli inquirenti impegnati nelle indagini sull’accoltellamento di tre donne avvenuto nei pressi di Porte de Clichy, nella zona nord di Parigi: l’orientamento investigativo guarda al gesto di un soggetto con gravi problemi psichiatrici, tanto che la Procura nazionale antiterrorismo non ha assunto la titolarità del fascicolo limitandosi a seguire gli accertamenti condotti dalla Procura di Parigi. Nonostante il sospettato abbia pronunciato frasi come «Allah mi ha mandato per uccidere delle donne» e si senta affermare in un video diffuso sui social «È stato Allah a ordinarmelo», le fonti vicine alle indagini ritengono di trovarsi di fronte all’azione di uno squilibrato: per l’attacco la polizia francese ha tratto in arresto un uomo di 31 anni, fermato con l’ausilio di un agente fuori servizio e di una pattuglia sopraggiunta in supporto.
L’aggressione si è consumata intorno a mezzogiorno, quando l’uomo si è scagliato contro i passanti armato di due coltelli da cucina: a farne le spese sono state tre donne di 19, 24 e 36 anni, una delle quali in stato di gravidanza. Il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, parlando al termine del Consiglio dei ministri ha confermato che nessuna delle ferite versa in prognosi riservata, precisando che due di loro hanno riportato lesioni gravi alla schiena e all’addome mentre la terza ha subito conseguenze più lievi. Il titolare del Viminale transalpino ha espresso cautela in merito al movente dell’atto violento, elogiando il coraggio del poliziotto fuori servizio che ha inseguito e bloccato l’aggressore mentre questo pronunziava frasi sconnesse: le attività di accertamento proseguono ora a cura del primo distretto della polizia giudiziaria di Parigi per verificare l’esatta identità del fermato e chiarire le dinamiche del gesto.
