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Difesa Ue, l’Italia accelera sul Safe: pronti 8 mld di prestiti. Superati i freni della Lega

il governo Meloni rassicura la Commissione europea sull’utilizzo di una larga quota dei 14,9 miliardi prenotati. Si attende il contratto formale

Difesa Ue, l’Italia accelera sul Safe: pronti 8 mld di prestiti. Superati i freni della Lega

Dopo settimane di incertezza e tensioni anche nella maggioranza sulla spesa per la difesa, l’Italia si prepara a utilizzare, secondo Bruxelles, una «larga maggioranza» dei 14,9 miliardi di euro di prestiti inizialmente prenotati del Safe, lo strumento Ue per gli acquisti militari. Una cifra esatta ancora non c’è, anche perché il contratto tra Roma e Bruxelles non è stato firmato. Ma potrebbe andare anche oltre gli 8 miliardi e quindi sopra le cifre già circolate nelle scorse settimane. Per la Commissione europea, comunque, le «rassicurazioni» arrivate dal governo italiano sono sufficienti per affermare che Roma resta «pienamente a bordo» del progetto europeo di difesa.

È il punto d’arrivo, almeno a Bruxelles, di un dossier che nelle ultime settimane aveva alimentato interrogativi sulle reali intenzioni del governo Meloni e fatto emergere sensibilità differenti all’interno della maggioranza, con la Lega nettamente contraria a un aumento della spesa militare. A fine luglio era stata poi la stessa Commissione a sollecitare Roma a fare chiarezza, dopo che il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva prima annunciato l’intenzione italiana di utilizzare tutti i 14,9 miliardi e poi precisato che quella somma rappresentava il massimo «prenotato», mentre la decisione sull’importo effettivo sarebbe arrivata successivamente.

L’ipotesi di attendere fino alla fine dell’anno aveva irritato Palazzo Berlaymont: la Commissione aveva avvertito che dicembre non rappresentava una tempistica compatibile con la necessità di recuperare e riallocare agli altri Stati membri le somme eventualmente non utilizzate. Il prestito Safe mette a disposizione complessivamente 150 miliardi di euro di prestiti per sostenere investimenti e acquisti comuni nel settore della difesa.

Nell’ultimo mese, si è appreso in giornata, il confronto tra Roma e Bruxelles ha invece fatto passi avanti: «La Commissione ha avuto scambi con l’Italia su due punti: sull’importo finale che l’Italia potrebbe prendere» e sui tempi della decisione, ha spiegato il portavoce dell’esecutivo europeo Thomas Regnier. «Abbiamo ricevuto notevoli rassicurazioni dall’Italia sul fatto che utilizzerà una larga maggioranza dei prestiti assegnati», ha sottolineato. Quanto ai tempi, le autorità italiane hanno assicurato che informeranno Bruxelles abbastanza presto per consentire la firma dell’accordo e una tempestiva redistribuzione tra gli altri Paesi interessati delle risorse rimaste disponibili. «L’Italia rimane pienamente impegnata nella difesa europea e in questo progetto», ha affermato Regnier.

Il finanziamento della difesa domina il dibattito politico da settimane, intrecciandosi anche con il confronto sulla decisione di attivare o meno la clausola nazionale di salvaguardia per la spesa militare. L’Italia ha nel frattempo annunciato l’intenzione di attivare le deroghe al Patto per le spese nell’energia e si attende che invii a Bruxelles la richiesta formale. Quanto al Safe, non va dimenticato che secondo le comunicazioni al Senato del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sulla carta offre un «interesse vantaggioso rispetto a un titolo di Stato».