Ricorda da vicino la trama del celebre film The Terminal la storia di Daniel, il trentenne svedese che per diversi mesi ha fatto dell’aeroporto internazionale di Capodichino a Napoli la propria dimora temporanea. Il ragazzo era stato prima avvicinato dal personale dell’aeroporto che aveva notato il suo stato semi confusionale: non ricordava infatti da dove venisse e non aveva con se alcun documento. Il giovane, che da agosto non dava più sue notizie, è riuscito a riallacciare i contatti con la famiglia d’origine. I genitori sono stati subito rassicurati sulle sue condizioni di salute dopo che Daniel, superando le resistenze iniziali, ha accettato l’aiuto offerto dai servizi sociali.
Una vicenda a lieto fine resa possibile grazie al lavoro sinergico e paziente degli assistenti sociali del centro di prima accoglienza del Comune di Napoli, in stretta collaborazione con l’Ambasciata e il Consolato di Svezia. Attualmente si trova ospitato in una struttura di accoglienza del territorio partenopeo, dove riceve l’assistenza necessaria in vista del suo imminente rientro in patria.
«È un risultato raggiunto grazie al lavoro costante degli operatori e alla collaborazione diplomatica», ha spiegato l’assessora alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, Chiara Marciani, sottolineando l’importanza di aver costruito un percorso condiviso dopo mesi in cui il ragazzo rifiutava qualsiasi supporto. Alle sue parole hanno fatto eco quelle del console onorario svedese Pierluigi Petrone, che ha espresso grande soddisfazione per l’intesa tra le istituzioni, confermando l’impegno con l’Ambasciata di Svezia a Roma per accompagnare Daniel fino al completo e sereno ricongiungimento con i suoi cari.
