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Controesodo e caro-benzina, la stangata: mezzo miliardo di euro in più rispetto all’estate scorsa

Un conto da capogiro per gli italiani e i turisti che percorreranno le autostrade nel fine settimana. Prezzi elevati nonostante il taglio delle accise

Controesodo e caro-benzina, la stangata: mezzo miliardo di euro in più rispetto all’estate scorsa

Quasi mezzo miliardo di euro in più rispetto all’estate dell’anno scorso: è questo il conto monstre aggiuntivo che gli italiani e i turisti stranieri dovranno pagare il prossimo week end di controesodo per tornare a casa considerati gli attuali prezzi dei carburanti. Prezzi elevati, nonostante la proroga del taglio delle accise, che si muovono di qualche millesimo anche in giù ma che restano comunque altissimi.

Carburanti e bollette

E tutti a casa troveranno anche una brutta sorpresa: tra settembre e dicembre le bollette potrebbero aumentare di quasi il 40% in più rispetto allo scorso anno. Una famiglia tipo con un contratto di fornitura nel mercato libero a prezzo indicizzato, quindi, nei prossimi 4 mesi spenderà tra luce e gas 982 euro, vale a dire 270 euro in più rispetto allo scorso anno, calcola Facile.it.

Sui 25 milioni di spostamenti calcolati dall’Anas da domani fino a domenica 30 agosto il Codacons calcola infatti una maggior spesa esattamente di 429,1 milioni di euro ai prezzi attuali. Il confronto dell’associazione è infatti sui prezzi odierni rispetto a quelli del 27 agosto 2025. È pur vero che ci sono oscillazioni in questi giorni dopo la proroga del taglio delle accise sul gasolio. Ma si tratta di movimenti al millesimo.

Il calcolo inoltre è fatto su un solo pieno. Nel confronto tra il 27 agosto 2025 e il 27 agosto 2026 emerge che la benzina è passata da 1,696 euro al litro a 2,016 euro. Si tratta di un aumento di 32 centesimi (+18,9%) che si traduce in una maggiore spesa di 16 euro a pieno. Analoga la situazione per il gasolio: costava 1,622 euro al litro e ora viaggia a 2,134 euro al litro con un aumento rispetto all’anno scorso di 51,2 centesimi (+31,5%). Aumento che si traduce in +25,6 euro a pieno.

Spesa in salita

Quindi su 25 milioni di vetture in circolazione per le 10,5 milioni a benzina la maggior spesa complessiva è di 168 milioni di euro ipotizzando un pieno. Per le 10,2 milioni di auto a gasolio +261 milioni di euro, sempre ipotizzando un pieno: la maggiore spesa per l’esodo, sempre ipotizzando una media di un pieno ad autovettura, sarà di 429,1 milioni di euro. «In autostrada ci si può approfittare maggiormente degli ultimi rientri dalle vacanze e del fatto che la concorrenza è molto più limitata, essendo i distributori distanziati tra loro», afferma l’Unc. «È necessario disporre uno sconto di almeno 20 centesimi sulla benzina e di almeno 25 sul diesel, per un periodo adeguato di tempo e non in modo spot, per pochi giorni, come fatto finora», dice Federconsumatori.

Il caso

E mentre i gestori degli impianti di Faib-Fegica parlano di «scandalo» davanti agli ultimi prezzi e chiedono al governo di «affrontare seriamente la questione prezzi» un caso continua a balzare agli occhi: quello della ‘benzina del sindaco’. Si tratta di un distributore comunale, ma senza profitti per le casse dell’ente. A Valle Castellana, nel Teramano: la stazione di servizio di proprietà del Comune mantiene i prezzi del carburante anche 25 centesimi al litro sotto la media, puntando esclusivamente alla copertura dei costi. «Abbiamo azzerato il margine di guadagno. Andiamo in pareggio», spiega il sindaco Camillo D’Angelo.