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Verso le elezioni, Conte “riunisce” il campo largo e spiega: «Le primarie non saranno divisive»

A Roma, la presentazione del libro di Giuseppe Conte, «Una nuova primavera», si è trasformata in un’occasione per blindare, almeno visivamente, l’unità del campo largo. In platea, accanto al leader del M5s, sedevano Elly Schlein (Pd), Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli (Avs), circondati da una nutrita schiera di parlamentari. L’evento ha fornito a Conte il…
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A Roma, la presentazione del libro di Giuseppe Conte, «Una nuova primavera», si è trasformata in un’occasione per blindare, almeno visivamente, l’unità del campo largo. In platea, accanto al leader del M5s, sedevano Elly Schlein (Pd), Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli (Avs), circondati da una nutrita schiera di parlamentari. L’evento ha fornito a Conte il palco ideale per rilanciare il tema delle primarie, su cui gli alleati restano ancora cauti.

«Possono essere divisive – ha ammesso l’ex premier – ma se si condivide prima il progetto, senza personalismi, il percorso sarà trasparente e inclusivo». Il pressing di Conte coincide con un nuovo sondaggio Youtrend che delinea uno scenario inedito: sebbene le primarie vedrebbero Schlein in testa (41%) davanti a Conte (26%), la coalizione complessiva raggiungerebbe il suo massimo storico. Con il 43%, l’area composta da Pd, M5s e Avs supererebbe il centrodestra (42,1%) anche senza l’apporto dei centristi. Conte ha cercato di sdrammatizzare la competizione interna con una battuta: «Se perdo, non mi suiciderò e neanche Elly».

Resta però il nodo delle regole: per il M5s la consultazione deve essere aperta, inclusiva e accessibile anche online, mentre nel Pd c’è chi, come Lorenzo Guerini, dubita della loro utilità senza una riforma della legge elettorale. Nonostante la «foto» unitaria, le divergenze politiche rimangono evidenti. Se sulla necessità di un progetto condiviso le posizioni sembrano convergere, i temi internazionali continuano a dividere. Sull’Ucraina, Conte ha ribadito la sua linea critica: «Come si può scommettere seriamente sulla vittoria militare contro la Russia? Abbiamo investito in armi e non in diplomazia».

Anche sulla politica estera e i rapporti con gli Usa le letture divergono: Schlein ha difeso Meloni dagli attacchi di Trump, mentre Conte ha parlato di «tradimento» delle aspettative americane da parte della premier.

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