Guido Crosetto “difende” Sigfrido Ranucci e incassa il ringraziamento pubblico dell’ormai ex conduttore di Report, che ne apprezza la coerenza di fronte alla scelta della Rai di «delegittimarmi».
Il giornalista ha affidato a una storia su Instagram il suo plauso verso il ministro della Difesa, un esponente di governo verso il quale – ammette lo stesso Ranucci – la trasmissione non è mai stata tenera.
A far scattare la reazione di Ranucci sono state le dichiarazioni pubblicate da Crosetto sul proprio profilo X. L’esponente dell’esecutivo ha ribadito la sua linea garantista, applicandola anche al conduttore televisivo pur criticando duramente i metodi del giornalismo d’inchiesta basati su fughe di notizie.
Crosetto ha dichiarato di essere disgustato dalle continue violazioni del segreto investigativo e dalla diffusione di intercettazioni e chat private che la legge vieterebbe di pubblicare, definendo tali pratiche un vulnus alla Costituzione e alla democrazia.
Allo stesso tempo, il ministro della Difesa ha difeso il diritto di ogni persona a non subire giudizi moralistici in base alle proprie frequentazioni, confermando la sua posizione a tutela delle garanzie individuali.
Per l’esponente di governo resta un’inaccettabile barbarie la celebrazione di processi nelle piazze mediatiche, una modalità d’informazione che va condannata anche quando colpisce chi, in passato, di quel medesimo sistema è stato interprete.
La convergenza tra il giornalista d’inchiesta e il ministro mette in luce un momento di inaspettato riavvicinamento su principi costituzionali e sul ruolo del servizio pubblico, pur mantenendo uno sfondo di profonda divergenza sui metodi d’informazione adottati dalla redazione del programma Rai.
