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Andria, criticità strutturali al liceo “Troya”: la sindaca Bruno in pressing sulla Provincia

Affidata a un tecnico esterno la verifica dei problemi evidenziati dai rilievi dell’Agenzia del Demanio. Il 14 settembre, intanto, si avvicina

Andria, criticità strutturali al liceo “Troya”: la sindaca Bruno in pressing sulla Provincia

«Come pensa di garantire la Provincia la riapertura del Liceo “Carlo Troya” dal primo settembre?». Non usa mezzi termini la sindaca di Andria, Giovanna Bruno, nella lettera infuocata inviata ai vertici della Provincia Barletta-Andria-Trani, all’Ufficio scolastico regionale, alla presidenza della Regione Puglia, al Prefetto e alla dirigente dell’istituto.

Un affondo nato dopo l’ordinanza provinciale del 24 agosto che ha sbarrato le porte dello storico edificio a causa di serie criticità strutturali, sprofondando nell’incertezza e nell’ansia docenti, famiglie e studenti.

La prima cittadina ha ricordato di aver offerto fin da subito il massimo supporto del Comune, partecipando agli incontri istituzionali e mettendo persino a disposizione la Sala consiliare e il Chiostro di San Francesco per consentire l’avvio delle attività amministrative. Tuttavia, dopo i primi confronti ufficiali, dal Palazzo di Città denunciano un intollerabile silenzio: nessuna informazione concreta sulle decisioni prese, se non poche notizie apprese a mezzo stampa. Da qui la sollecitazione a chiarire subito la gestione dei due momenti chiave: la presa di servizio del personale (che, come sempre, avviene dal 1° settembre) e la ripresa delle lezioni per gli studenti il 14 settembre.

Una prima risposta all’emergenza immediata è arrivata con la direttiva firmata dalla dirigente scolastica Dora Guarino. Grazie a un’autorizzazione d’urgenza concessa dalla Provincia, l’attività burocratica di inizio anno è potuta partire ieri regolarmente in sede, ma a condizioni estremamente rigide. Dal 1° al 13 settembre, docenti e personale Ata potranno utilizzare esclusivamente l’Auditorium e la palestra coperta. L’accesso a questi locali non avviene dall’ingresso principale, ancora del tutto interdetto, bensì direttamente dall’esterno, passando da piazza Giovanni Falcone. Si tratta di strutture isolate che permettono di operare in sicurezza senza accedere al corpo centrale della scuola.

Se questa mossa risolve l’avvio del lavoro per il personale, resta aperto il vero nodo cruciale: dove saranno sistemati i banchi per i 900 studenti dal 14 settembre? Per ora la struttura principale resta chiusa. Intanto, la Provincia ha nominato con procedura d’urgenza l’ingegnere andriese Giacomo Alicino per eseguire ulteriori verifiche sulla sicurezza dell’edificio. Un costo supplementare di circa 30mila euro per l’Ente. Il professionista sarà subito operativo per bruciare i tempi e stabilire se davvero la struttura costruita nel 1971 presenti le gravissime criticità rilevate dal Demanio.