Matteo Renzi traccia i confini di Italia Viva e della neonata “Casa riformista”. In un’intervista al Corriere della Sera, il leader centrista commenta gli effetti della nuova legge elettorale e chiude la porta a un’integrazione forzata con l’asse Pd-M5S-Avs: «Loro si definiscono un “blocco unico”. Auguri: noi di quel blocco non facciamo parte. Fanno il 40% e per vincere non basta». Per battere la destra, secondo Renzi, è indispensabile un’area riformista che porti idee chiare su garantismo, stipendi e innovazione.
L’ex premier spinge per le primarie di coalizione per la scelta del candidato premier. Se si faranno, Casa riformista schiererà un proprio nome, che uscirà dalla Leopolda in programma dal 2 al 4 ottobre. «Guardo sempre con favore all’esperienza dei sindaci – spiega Renzi – ma non tiro la giacchetta a nessuno». Riguardo al proprio ruolo, smentisce ambizioni personali, chiarendo che non accetterà paracadute: «Non entrerò nel listino del premio di maggioranza con i voti di Conte e Bonelli, non sarebbe giusto per la mia storia. Se entro in Parlamento, entro coi miei voti».
L’intervista tocca anche il caso del gioielliere Mario Roggero, diventato terreno di scontro politico. Renzi attacca frontalmente il leader della Lega: «Trovo vergognosa la strumentalizzazione. Salvini, avvoltoio in capo, è l’autore della legge per la quale Roggero è stato condannato. A destra interessa solo lucrare consenso su una tragedia». Infine, un affondo sul caso Ranucci-Lavitola sollevato dal Riformista: «Noi siamo garantisti, ma ho l’impressione che su questa storia siamo solo all’inizio».
