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Bordighera, morta a soli due anni: dopo la madre arrestato anche il compagno per maltrattamenti

Bordighera, morta a soli due anni: dopo la madre arrestato anche il compagno per maltrattamenti

A quasi quattro mesi dalla morte della piccola Beatrice, la bambina di due anni trovata senza vita il 9 febbraio scorso a Bordighera, l’inchiesta della Procura di Imperia registra una svolta decisiva. Dopo l’arresto della madre, Manuela Aiello, eseguito nelle ore successive al ritrovamento del corpo, questa mattina è stato fermato anche il compagno della donna, Emmanuel Iannuzzi, finora indagato a piede libero. Per entrambi, però, cambia l’impianto accusatorio: non più omicidio preterintenzionale, ma maltrattamenti aggravati dalla morte della minore.

Il nuovo quadro investigativo, ricostruito dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Imperia, della Compagnia di Bordighera e dal nucleo Sos di Genova, descrive una lunga sequenza di violenze e vessazioni che la bambina avrebbe subito nel tempo fino al tragico epilogo. Secondo gli inquirenti, la morte sarebbe stata provocata da un grave trauma cranico maturato nel contesto di ripetuti maltrattamenti. Beatrice era stata trovata senza vita nell’abitazione della madre a Montenero, sulle alture di Bordighera. Già dai primi accertamenti erano emersi lividi e lesioni sul corpo. La donna aveva attribuito quei segni a una caduta dalle scale avvenuta alcuni giorni prima, raccontando inoltre di aver trascorso la notte precedente con le tre figlie nella casa del compagno a Perinaldo. Le incongruenze tra il suo racconto, le immagini delle telecamere di sorveglianza e le testimonianze raccolte avevano portato al suo arresto.

Determinanti per l’evoluzione dell’indagine sono stati gli accertamenti tecnici e il materiale rinvenuto nel cellulare sequestrato a Emmanuel Iannuzzi. Gli investigatori hanno trovato fotografie che mostrerebbero la bambina con il volto tumefatto e un video in cui alla piccola viene imposto di fumare una sigaretta mentre gli adulti presenti ridono e lei scoppia in lacrime. Elementi che, secondo l’accusa, documenterebbero un clima di sopraffazione e crudeltà. Importante anche il contributo delle due sorelline della vittima. Dopo essere state allontanate dal contesto familiare e accolte in una struttura protetta, hanno raccontato agli psicologi e successivamente al pubblico ministero una versione dei fatti diversa da quella fornita nelle prime ore dopo la tragedia. Le bambine hanno riferito che, la mattina della morte, Beatrice sarebbe stata immersa sott’acqua nel tentativo di farla riprendere e che le sarebbe stato dato dello zucchero, senza però richiedere l’intervento di un medico.

Nel corso delle perquisizioni è stato inoltre arrestato Franco Iannuzzi, padre di Emmanuel. Nella cantina della sua abitazione di Vallecrosia i carabinieri hanno sequestrato circa due chili di tritolo e una miccia. Il materiale esplosivo è stato messo in sicurezza dagli artificieri antisabotaggio dell’Arma.