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Bernie Ecclestone arrestato in Portogallo per porto abusivo d’armi

Già nel maggio del 2022 Ecclestone venne arrestato per un motivo del tutto analogo all’aeroporto di Campinas, in Brasile

Bernie Ecclestone arrestato in Portogallo per porto abusivo d’armi
epa12281574 Former Formula One supremo Bernie Ecclestone walks on the starting grid for the Formula 1 Hungarian Grand Prix at the Hungaroring racetrack in Mogyorod near Budapest, Hungary, 03 August 2025. EPA/ANNA SZILAGYI

Bernie Ecclestone, lo storico “padre padrone” della Formula 1, è stato arrestato in Portogallo. L’imprenditore britannico, che oggi ha 95 anni, è stato bloccato dalle autorità locali all’aeroporto di Tires, nel comune di Cascais, dove era appena atterrato con il proprio jet privato. A far scattare il fermo durante i controlli di routine è stata la scoperta, tra i suoi bagagli, di un fucile a pompa non dichiarato, configurando il reato di porto abusivo d’armi.

Non si tratta del primo episodio del genere per il magnate inglese. Già nel maggio del 2022 Ecclestone venne arrestato per un motivo del tutto analogo all’aeroporto di Campinas, in Brasile, dopo essere stato trovato in possesso di una pistola a bordo del suo aereo privato. All’epoca affermò di non essere a conoscenza della presenza dell’arma nella valigia, sostenendo in seguito di averla acquistata da un meccanico di Formula 1, e venne rapidamente rilasciato dopo il pagamento di una cauzione. È probabile che la vicenda giudiziaria portoghese segua un iter simile e che l’anziano manager venga presto scarcerato, facendo rientro in Svizzera o in Brasile.

Il viaggio in Portogallo dell’ex patron era legato a motivi familiari ed immobiliari. Proprio prima dell’estate, infatti, la moglie Fabiana Flosi ha acquistato una sfarzosa dimora nella zona di Quinta da Marinha, a Cascais, dal valore record di circa 40 milioni di euro, definita dai media locali la compravendita residenziale più cara della storia del Paese. Per decenni figura centrale e indiscussa del motorsport mondiale, Ecclestone ha trasformato la Formula 1 da sport per pochi eletti a business globale miliardario, fondando l’associazione dei costruttori e negoziando storici diritti televisivi prima di cedere definitivamente il controllo della F1 nel 2017.