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Ad agosto l’inflazione in Italia schizza al +3,3%, è il livello più alto da quasi tre anni

A spingerla ai massimi è il boom dei prezzi energetici dovuto alle crisi. Intanto incombe la scadenza del taglio delle accise, fissata al 5 settembre

Ad agosto l’inflazione in Italia schizza al +3,3%, è il livello più alto da quasi tre anni

L’inflazione italiana balza ad agosto al +3,3%, ai massimi da quasi tre anni. A spingerla è la fiammata dei prezzi energetici, causata dal protrarsi delle crisi internazionali, che scalda i prezzi di tutta l’Eurozona. E in un’Italia che già cresce dello zero virgola e da marzo tampona il caro-energia prorogando i tagli alle accise, sale il pressing sul governo perché intervenga al più presto.

La scadenza dell’ultimo taglio sul diesel del 5 settembre è sempre più vicina e si attendono i promessi aiuti «selettivi» e «mirati». Le opposizioni accusano l’esecutivo di dimenticare le emergenze per pensare alla legge elettorale. Ad agosto, secondo la stima preliminare dell’Istat, l’indice dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,5% in un mese e del 3,3% rispetto al 2025. Il tasso annuo, in netta accelerazione rispetto al +2,9% di luglio, tocca così il livello più alto da quasi tre anni: bisogna infatti risalire al settembre 2023 (quando l’inflazione era al +5,3%) per trovare un valore più elevato.

Il carrello della spesa

Resta invece stabile al +1% il cosiddetto «carrello della spesa», che raggruppa i beni alimentari, per la cura della casa e della persona. Mentre l’inflazione acquisita per il 2026, quella cioè che si avrebbe se l’indice restasse a questo livello anche nei prossimi mesi, è già al +2,9%.

A sostenere la corsa dell’inflazione, spiega l’Istat, è «l’andamento dei prezzi dei beni energetici, che risentono ancora delle tensioni internazionali». La variazione annua segna ad agosto +17%, dal +11,6% di luglio: ad accelerare sono sia i beni non regolamentati, come i carburanti o le bollette nel mercato libero (da +11,4% a +16,9%), sia per quelli regolamentati, cioè le tariffe di luce e gas nel tutelato (da +14,8% a +18,8%).

Spicca in particolare l’impennata dei carburanti, con la benzina che sale del 16,3% e il gasolio del 26,7%. Le spese per l’abitazione, acqua ed elettricità accelerano così al +8,9% dal +7,2% di luglio, quelle per i trasporti al +6,1% (dal +4,3%). Decelerano invece i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, mentre nell’alimentare la dinamica dei prezzi continua ad essere moderata (stabile a +1,1%), esercitando un freno alla crescita dell’indice generale. Un quadro in linea con il resto dell’Eurozona, dove ad agosto, secondo la prima stima flash di Eurostat, l’inflazione è salita al 3,3%, dal 2,9% di luglio: anche in questo caso è l’energia a trainare la corsa dei prezzi. I valori più alti si registrano in Lituania (5,8%), ai minimi in Estonia (1,3%). In questo quadro non proprio roseo la crescita dell’Italia procede a passo lento.

Le stime

L’Istat ha infatti confermato le stime di fine luglio, certificando un Pil nel secondo trimestre in crescita dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1% rispetto al 2025. Confermata al +0,8% anche la crescita acquisita per il 2026. Ma è il dato dell’inflazione a destare le maggiori preoccupazioni. I consumatori, che calcolano 1.000-1.500 euro di maggior spesa annua per le famiglie, si appellano al governo e chiedono una proroga del taglio delle accise sul diesel.

Confesercenti paventa il rischio di un’inflazione al 4% entro l’anno, mentre Confcommercio concentra i timori sui costi dell’energia. Elettricità Futura invece minimizza: per le famiglie gli aumenti della luce sono al massimo di 35 centesimi al giorno. Per la Cgil invece i dati «preannunciano un autunno di rincari insostenibili»: «non è più tempo di propaganda e di misure tampone – afferma il sindacato di Corso Italia -, è il momento di sostenere sul serio i redditi fissi».