Con una temperatura di 32 gradi cosa si può fare? Una sola cosa: andare al mare. E invece c’è chi va a scuola! Che non è un reato, ma una necessità.
Solo che a scuola, con questo caldo e con questa umidità, c’è poco da insegnare e da imparare. Le aule sono gabbie invivibili, caldissime, soffocanti, inadatte, in questo periodo, allo scopo cui sono destinate. Finanche un condizionatore servirebbe a risolvere il problema.
Come si può evitare questa sofferenza? La Regione, forse non a caso, ha previsto di far iniziare l’anno scolastico il 17 settembre, ma siccome la data di partenza possono deciderla anche i consigli di istituto, ecco che le lezioni partono addirittura con oltre due settimane di anticipo, quando insegnanti (il pomeriggio) e studenti, dovrebbero stare ancora al mare.
Qualcuno ha chiesto al Governo di intervenire disponendo un rinvio, ma ormai parecchie scuole sono già aperte ed altre si apprestano a farlo. E col clima che cambia, si rischierebbe di far slittare l’apertura dell’anno scolastico a com’era una volta, il primo ottobre.
La soluzione migliore sarebbe adeguare le scuole al cambiamento climatico, dotandole oltre che di condizionatori anche di pareti impermeabilizzate. Ma in un Paese in cui certe attenzioni non vengono riservate nemmeno agli ospedali, cosa si può sperare si faccia per le nostre scuole?
