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Il fatto di Enzo Magistà, tutti i rebus dell’ex Ilva

Il fatto di Enzo Magistà, tutti i rebus dell’ex Ilva

Fine della rappresentazione. Sull’ex Ilva sta calando il sipario. Anzi, è stato già calato a metà. Nel vertice che si è tenuto a Palazzo Chigi fra Governo, azienda e sindacati, si è preso atto di un fatto incontrovertibile: non sarà possibile azzerare l’inquinamento prodotto dall’amianto nell’area a caldo dello stabilimento di Taranto nei 90 giorni prescritti dalla Corte d’Appello di Milano. Di conseguenza, la produzione di acciaio a Taranto dovrà essere chiusa.

Resta da capire cosa ne sarà dell’area a freddo, quella della lavorazione dell’acciaio che – probabilmente -potrà continuare, se avrà acciaio da lavorare. Sempre a Roma si è preso atto del fatto che la gara per la vendita dell’ex Ilva è da fermare, perchè in vendita ci sono cose che fra tre mesi non saranno disponibili. E infatti, la decisione presa a Chigi è stata quella di rifare la gara mettendo in vendita solo l’area a freddo.

Chissà se, adesso, ci saranno compratori disposti a partecipare. Sembra che Jindal abbia confermato l’interesse. Incrociamo le dita. Ma resta in piedi un altro problema. Che ne sarà del personale in sovrannumero?

Su questo nessuno ha le idee chiare, nemmeno i sindacati, che continuano a parlare genericamente di salvaguardia dell’occupazione e puntano al solito intervento solidaristico.

Non sarebbe meglio, invece, iniziare a parlare di nuovi investimenti e nuovi insediamenti industriali, tassativamente puliti?