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Tensione all’Onu, il presidente iraniano contro Washington: «Noi vittime di terrorismo»

Pezeshkian ha accusato Washington di violare il diritto internazionale e di voler sostituire la forza militare alla diplomazia

Tensione all’Onu, il presidente iraniano contro Washington: «Noi vittime di terrorismo»

Duro attacco del presidente iraniano Masoud Pezeshkian agli Stati Uniti nel suo discorso all’Assemblea Generale dell’Onu. Pezeshkian ha denunciato un Iran «vittima di terrorismo», mostrando le immagini della Guida Suprema assassinata e di bambini uccisi nel bombardamento di una scuola. Il discorso ha spinto la delegazione statunitense ad abbandonare l’aula per protesta. Pezeshkian ha accusato Washington di violare il diritto internazionale e di voler sostituire la forza militare alla diplomazia, ribadendo che Teheran ha bisogno di essere «forte e potente» per resistere alle pressioni e alle sanzioni americane. Pur dichiarando la disponibilità del paese al dialogo e ai negoziati, il presidente ha sottolineato con fermezza che l’Iran «non chinerà mai la testa» di fronte alle minacce e al «linguaggio della forza», pronto a difendere la propria patria «fino all’ultimo respiro».

Un passaggio cruciale dell’intervento ha riguardato la sicurezza e il controllo dello Stretto di Hormuz, con l’avvertimento che Teheran non tollererà un uso ostile delle sue vie d’acqua. Sul fronte scientifico ed energetico, Pezeshkian ha riaffermato il diritto inalienabile dell’Iran allo sviluppo dell’energia atomica per scopi medici e agricoli, respingendo ogni monopolio tecnologico: «Lo diciamo chiaramente: niente armi nucleari, ma nessuna limitazione allo sviluppo di nuove tecnologie nucleari pacifiche». Un chiaro messaggio alla comunità internazionale che rivendica autonomia strategica e rifiuta la resa diplomatica.