Home » Il fatto di Enzo Magistà » Il fatto di Enzo Magistà, questione di democrazia e buon senso

Il fatto di Enzo Magistà, questione di democrazia e buon senso

Il fatto di Enzo Magistà, questione di democrazia e buon senso

Acquaviva delle Fonti e Altamura distano meno di 30 km. In termini geografici. In termini di democrazia sono distanti anni luce. A fine giugno, un consigliere comunale di Acquaviva, Piero D’Antini, partecipò al consiglio comunale da Gardaland, dove aveva portato in gita il figlio. Votò e fece il suo intervento sul bilancio collegato in videoconferenza.

La notizia fece il giro d’Italia e destò molto clamore. Il consigliere comunale può partecipare alle sedute del consiglio standosene in vacanza? Certo che sì, fu il giudizio generale. I tempi sono cambiati e le nuove tecnologie sono un ausilio irrinunciabile per la democrazia. D’Antini, che salvò la sua maggioranza dalla capitolazione, fu assolto (politicamente), ed è diventato il pioniere di una forma nuova di esercizio della delega rappresentativa.

Ma la nuova regola riguarda solo il Comune di Acquaviva. Perchè a 30 km di distanza, ad Altamura, la pensano diversamente, e l’altra sera il Consiglio comunale ha costretto Teresa Stacca, consigliera incinta al nono mese, a partecipare in presenza e non da casa, come lei, considerato anche il caldo che faceva, aveva chiesto.

Col rischio di partorire in sala consiliare, Stacca s’è presentata e ha posto un problema. Di democrazia e buonsenso. Se ci sono oggettive ragioni, perché non sdoganare le presenze da remoto? S’è fatto per il covid, si poteva fare per una partoriente.