È finito al pronto soccorso il poliziotto penitenziario brutalmente aggredito da un detenuto nel carcere di San Severo, in provincia di Foggia.
L’episodio risale a venerdì scorso e a renderlo noto è la Confederazione dei sindacati penitenziari (Consipe).
L’agente, spiegano dal sindacato guidato dal segretario delegato nazionale Raffaele Miscioscia, sarebbe stato colpito con violenti pugni al volto e alla testa. Il poliziotto ha dovuto fare ricorso alle cure mediche nella struttura penitenziaria per poi essere trasferito al pronto soccorso.
Attualmente, a quanto si apprende, l’agente è a casa con una prognosi di 20 giorni con ferite ed ecchimosi al volto, ferite alla testa ed un dolore al braccio causato dal tentativo di difendersi. Durante l’aggressione, a quanto appreso, gli è stata sottratta anche la radio di servizio per impedirgli di chiamare nell’immediatezza il personale in supporto.
«Si tratta di un episodio di una gravità inaudita che si inserisce in un quadro oramai insostenibile di insicurezza, sovraffollamento e cronica carenza di organico all’interno degli istituti penitenziari del territorio», afferma Miscioscia, evidenziando come gli agenti della polizia penitenziaria siano «quotidianamente costretti a operare in condizioni di estremo rischio per la propria incolumità fisica».
Il sindacato chiede «interventi immediati e urgenti da parte del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per garantire la sicurezza del personale in servizio. L’applicazione rigorosa dei provvedimenti disciplinari e penali nei confronti del responsabile di questo vile gesto, unitamente all’immediato trasferimento del soggetto aggressore presso altra struttura. L’adeguamento delle dotazioni di sicurezza e un potenziamento concreto degli organici della struttura di San Severo, non più differibili».
