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Pontida, raduno della Lega con tributo a Bossi e “Va’ pensiero”: spaccatura sulla leadership di Salvini

Tra le magliette pro e contro il segretario, il capogruppo al Senato Romeo rilancia il modello confederale per evitare la divisione del partito

Pontida, raduno della Lega con tributo a Bossi e “Va’ pensiero”: spaccatura sulla leadership di Salvini
(Foto Ansa)

Il raduno della Lega a Pontida si è aperto con il ricordo di Umberto Bossi: un filmato contenente le frasi più celebri del fondatore del partito, scomparso lo scorso marzo, è stato proiettato sul megaschermo raccogliendo gli applausi e i cori dei militanti. Tra le immagini riprodotte nel tributo è comparso anche lo storico abbraccio tra un giovane Matteo Salvini e il Senatur, prima che sullo schermo apparisse la scritta «Per sempre con noi capo» e sul pratone risuonassero le note del “Va’ pensiero”.

Tra i gazebo allestiti nell’area dell’evento, tra i quali si segnala una postazione dedicata alla raccolta fondi a sostegno del gioielliere Mario Roggero, sono emerse in modo plastico le due correnti interne al movimento. Da una parte le magliette blu con la scritta «Io sto con Matteo», andate rapidamente a ruba con oltre trecento prenotazioni e centinaia di vendite già nelle prime ore della mattina da parte dei sostenitori che chiedono di confermare la piena fiducia al segretario federale.

Dall’altra parte si fa sentire la protesta dei militanti storici guidati da esponenti come Livio Ghidelli, i quali indossano magliette bianche con la scritta verde «Lega Nord fino alla morte» per sollecitare le immediate dimissioni di Salvini, accusato di aver snaturato la matrice originaria della Lega: secondo l’ala critica, il cambio di rotta rischia di confondere l’elettorato con altre forze politiche come quelle rappresentate da Roberto Vannacci e Giorgia Meloni, mentre un’eventuale svolta guidata dal governatore veneto Luca Zaia consentirebbe di recuperare immediatamente migliaia di consensi.

Sul palco principale della manifestazione campeggia lo slogan «Non passa lo straniero», affiancato da manifesti in ricordo di Bossi e cartelli di aperta protesta contro le politiche europee del Green Deal, completati dalla presenza di un cartonato della presidente Ursula von der Leyen. Non mancano comunque gli striscioni di supporto alla segreteria, con messaggi come «Non esiste altro leader all’infuori di te» e «Pontida non chiede un nome grida Salvini».

In questo clima di tensione è intervenuto Massimiliano Romeo, responsabile della Lega Lombardia e capogruppo al Senato, confermando la sua presenza sul palco nonostante le posizioni critiche espresse insieme ad altri governatori del Nord. Romeo ha chiarito la propria linea politica sottolineando la volontà di evitare scissioni e mantenere il movimento unito attraverso una confederazione tra Nord, Centro e Sud, rivendicando l’autonomia territoriale e il ruolo della Lega come sindacato del territorio.