In base ai risultati certificati da Agenas, in Puglia c’è stato un netto recupero delle liste d’attesa. Il piano messo in moto da Decaro come primo atto della sua presidenza, ha funzionato. I tempi per le visite, i ricoveri, e le analisi di laboratorio, sono migliorati, complessivamente, del 10-15 per cento.
Può sembrare poco, ma non lo è, considerati i numeri dei pazienti interessati, che sfiorano le 200mila unità. Il piano Decaro ha avuto anche il merito di aver innescato un processo virtuoso, che ha consentito di verificare, nella prospettiva di migliorarli, i punti deboli del sistema sanitario pugliese, primo fra tutti quello delle inappropriatezze.
Si è scoperto che almeno la metà delle prestazioni richieste è inappropriata, e che spesso, se non prevalentemente, tutto viene classificato furbescamente «urgente» nella speranza di ottenere la priorità. In fondo, non è tanto il sistema da cambiare, quanto chi ne fa parte e ne usufruisce, cioè medici e pazienti.
Sconcertante il fatto che almeno un 30 per cento di pazienti in lista d’attesa abbia rinunciato autonomamente alla prestazione. Non ne aveva bisogno. E quindi, quasi certamente, non ne aveva mai avuto bisogno.
Adesso, l’impegno di tutti dovrà essere quello di non ricadere nell’errore. Risolto in gran parte il problema del vecchio, bisognerà fare in modo che le liste d’attesa non si ricreino.
