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Il fatto di Enzo Magistà, la speculazione sui carburanti

Il fatto di Enzo Magistà, la speculazione sui carburanti

Ma il prezzo del carburante diminuirà mai? Non c’è verso di calmierare gas, benzina e gasolio. I costi alla pompa continuano a salire e non solo non servono gli interventi del Governo sulle accise, ma i prezzi si mantengono stabili sui 2 euro a litro per la benzina ed oltre i 2 per il gasolio.

Quelli veri, alla pompa. Perché quelli ufficiali, pomposamente pubblicizzati dall’organismo di controllo, dicono altro. Facciamo l’esempio di ieri, 3 giugno. Un barile di petrolio costava 96,73 dollari al Brent e 95,11 dollari al Wti, quindi ben al di sotto dell’allarmante soglia dei 100 dollari che fece schizzare sui 2 euro i prezzi alla pompa e richiese l’intervento calmierante del Governo.

L’osservatorio istituito dal Governo stimava, sempre ieri, il prezzo medio alla pompa di un litro di benzina a 1,96 euro. Quello del gasolio a 2,04. Una verifica diretta in alcuni distributori del Sud-Est barese – certificabile da scontrino – ha dato un risultato diverso: benzina 2,05 al litro, gasolio 2,20. E meno male che c’è il taglio delle accise!

Ma quando il prezzo del greggio superò i 100 dollari arrivando anche a 110 e un litro di benzina costava 1,85 e uno di gasolio 1,95, perché oggi col petrolio a 97, costano di più? Una risposta c’è: il guadagno non fa gola solo ai petrolieri, ma anche a chi dovrebbe imporre limiti ed evidentemente non ne ha voglia.