Non c’è cosa più odiosa di far finta di non capire solo per tenere in piedi una polemica. È quello che sta accadendo sulla proposta del vice presidente della Commissione Ue, Fitto, di dirottare – eventualmente – i fondi residui della Coesione sui costi energetici disallineati dalla crisi Usa-Iran.
Il Commissario continua a spiegare che per Governi e Regioni è una opportunità di carattere volontario. Ma è come se parlasse ai sordi.
Dall’opposizione, e dalla maggior parte delle Regioni, si fa muro e si lanciano invettive contro Fitto: i fondi coesione non si toccano, e servono per gli investimenti, non per fare cassa. Giusto. Ma Fitto non dice di distogliere i fondi già impegnati in opere pubbliche per sanare il deficit del costo della benzina. Dice ben altro.
E cioè: se avete fondi che non avete utilizzato, se vi sono rimasti soldi in cassa perché non siete stati capaci di spenderli, sappiate che – eventualmente – potete utilizzarli prevedendo qualche forma di ristoro per far fronte alla crisi energetica. Quindi, perché possa realizzarsi, il consiglio di Fitto ha bisogno che si realizzino due condizioni: che ci siano fondi residui non utilizzati e che lo si voglia fare.
È una opportunità su base volontaria, chi vuole la coglie. Ma siamo in Italia. Dove se non fai, ti accusano di immobilismo. Se fai, fanno finta di non capirti per massacrarti lo stesso.
