Grottaglie continua a chiedere voli civili per il suo aeroporto. Una città come Taranto non può trasferirsi a Brindisi o a Bari per prendere l’aereo. Rivendicazione legittima, visto che Taranto l’aereoporto ce l’ha ed è l’Arlotta, di Grottaglie.
Gli enti dell’aviazione civile, la pensano, però, diversamente e continuano a prevedere per l’Arlotta la destinazione di hub merci. Mentre il braccio di ferro continua, mercoledì scorso, è arrivata la prova conclamata della naturale destinazione dell’Arlotta. È stato presentato il progetto che dopo anni di attesa consentirà allo scalo di Grottaglie di diventare una fra le più importanti piattaforme logistiche del freddo in Italia.
In collaborazione con la Turkish Airlines, è partito un collegamento merci stabile con Istanbul. Da Grottaglie, i prodotti agricoli e non solo, pugliesi e non solo, potranno essere distribuiti in tutto il mondo – via Istanbul – risparmiando sui tempi di consegna e quindi sulle vendite.
Immaginate ortaggi, mozzarelle, pane pugliesi ed altro venduti freschi nei supermercati di Tokyo e di New York. Un salto di qualità reso possibile dalla disponibilità di un aeroporto, quello di Grottaglie, non utilizzato se non dai mezzi della Marina. Probabilmente, un tentativo di insistere sulle merci andrebbe fatto, nell’interesse di tutti, per non vanificare solide prospettive in attesa di concretizzare un progetto diventato difficile.
