«Amore di mamma, perdonami. Perdonami se nella scuola dove vai, tu sei l’unica a essere limitata. Perdonami se, nonostante le nostre preghiere e le nostre richieste ai piani alti, nessuno ci ha ascoltato». Sono le parole affidate ai social da una mamma di Vico del Gargano, in provincia di Foggia, rivolte alla figlia affetta da disabilità.
Il post pubblicato dalla donna riaccende i riflettori sull’inaccessibilità degli istituti scolastici e la persistenza delle barriere architettoniche.
La mamma della studentessa racconta che «l’istituto scolastico presenta una rampa per disabili, ma il problema si pone una volta entrati, dove sono presenti sei scalini impossibili da percorrere con la sedia a rotelle». Un ostacolo che costringe la piccola a un percorso alternativo e isolato. «Mia figlia è costretta ad entrare da un’entrata laterale insieme ai compagni di classe, che lo fanno per solidarietà. Tu e la tua classe dovrete avere un’uscita a parte, separata da tutti gli altri bambini, solo perché non puoi fare le scale interne», si legge nel post.
A gennaio, continua la donna, scadranno le iscrizioni per la prima media, che si terrà al primo piano dello stesso plesso, del tutto privo di ascensori o servoscala.
Nonostante le pressanti richieste presentate agli uffici comunali di Vico del Gargano, l’ultimo sollecito inviato il 30 settembre è rimasto senza risposta. Al contrario, la dirigenza scolastica ha mostrato massima disponibilità, scontrandosi tuttavia con i limiti dell’infrastruttura.
Come sottolinea la madre, «questa non è inclusione, è esclusione. Non è una polemica, è un grido d’aiuto. Mia figlia ha diritto di muoversi come tutti gli altri: di essere una bambina, non un problema da aggirare».
