A due mesi dall’insediamento, il direttore generale del Policlinico di Foggia, Yanko Tedeschi, fa il punto sul percorso di rilancio dell’ospedale. Al centro dell’intervista le sei nuove sale operatorie del Deu, l’abbattimento delle liste d’attesa, il personale, i numerosi cantieri aperti e la sfida di rafforzare il ruolo del Policlinico come punto di riferimento per la Capitanata e per l’intera Puglia.
Direttore Tedeschi, sono trascorsi i primi due mesi dal suo insediamento. Qual è il bilancio e quali sono le priorità per il Policlinico?
«Abbiamo trovato un’azienda in buona salute, con enormi potenzialità. Le priorità sono il reclutamento del personale, la revisione della logistica e dell’organizzazione degli spazi e la costruzione di un rapporto sempre più virtuoso con l’Università».
Uno dei nodi più attesi riguarda le sei nuove sale operatorie del Deu, realizzate con un investimento di circa 12 milioni di euro. Quando saranno finalmente operative?
«L’obiettivo immediato è l’attivazione delle sei sale, di cui una ibrida e una angiografica. Sin dai primi giorni abbiamo predisposto un cronoprogramma dettagliato, organizzato numerose riunioni e svolto verifiche costanti sul posto. Al momento stiamo rispettando le scadenze che ci siamo imposti ed è ragionevole supporre che entro la fine di settembre le sale operatorie potranno essere finalmente attivate».
Quanto potrà incidere questa apertura sull’attività chirurgica e sulle liste d’attesa?
«L’entrata in funzione delle nuove sale consentirà di potenziare innanzitutto l’attività di Cardiochirurgia e Neurochirurgia. Il trasferimento dei due reparti, rispettivamente al primo e al terzo piano del Deu, libererà inoltre slot nelle sale operatorie degli attuali plessi, a vantaggio dell’Ortopedia, che potrà implementare l’attività chirurgica di elezione».
Il Policlinico è stato interessato anche da segnalazioni relative a manutenzione, decoro e sicurezza. Come state intervenendo?
«Al momento non risultano pervenute alla direzione generale particolari istanze o segnalazioni di criticità specifiche. In ogni caso il Policlinico è interessato da un’intensa attività di lavori e riorganizzazione degli spazi. Oltre alle sei sale operatorie, stiamo lavorando per la sottoscrizione del contratto per l’abbattimento e la riqualificazione del Monoblocco, finanziato con 64 milioni di euro, e per la realizzazione dell’Auditorium, finanziato con 7 milioni. Stiamo completando il Polo radiologico, dove saranno installate alcune grandi apparecchiature acquistate con il Pnrr, e i lavori nelle sale parto, nelle sale operatorie e nel Nido della Maternità. A Lucera stiamo completando la rifunzionalizzazione del Lastaria per la realizzazione dell’Officina Trasfusionale. Valutiamo inoltre l’acquisizione di un’area adiacente all’Azienda per realizzare le Torri Laboratorio, con un finanziamento complessivo di 78 milioni di euro. L’obiettivo è rimuovere le criticità strutturali che finora hanno impedito al Policlinico di sfruttare al massimo la propria potenzialità».
Il Policlinico può contare su professionalità di alto livello. Qual è l’aspetto che l’ha colpita maggiormente in questi primi mesi?
«Abbiamo trovato professionisti di altissimo livello, in alcuni casi vere eccellenze nazionali. Dobbiamo consolidare questo percorso di crescita continuando a investire nelle tecnologie, così da consentire ai nostri professionisti di lavorare nelle migliori condizioni».
Uno degli obiettivi è ridurre la mobilità sanitaria e trattenere i pazienti sul territorio. Qual è la strategia?
«Dobbiamo rafforzare l’attrattività e la capacità di risposta del Policlinico ai bisogni della popolazione attraverso interventi organizzativi, strutturali e gestionali. È significativo che i primi 15 DRG maggiormente interessati dalla mobilità passiva siano gli stessi per i quali il Policlinico registra anche mobilità attiva. Questo dimostra che il problema non è l’incapacità di erogare determinate prestazioni né una scarsa qualità percepita, ma la difficoltà di soddisfare la domanda in tempi ragionevoli».
Da dove bisogna partire per recuperare questa mobilità?
«Dal potenziamento delle attività di sala operatoria, con l’ampliamento delle sedute chirurgiche, l’ottimizzazione dell’utilizzo delle sale e l’efficientamento del percorso chirurgico. Dobbiamo incrementare la capacità produttiva di discipline come l’Ortopedia, anche attraverso il Lastaria di Lucera, dove intendiamo attivare un quartiere operatorio dedicato alla chirurgia minore, per esempio quella del piede. Sarà inoltre necessario sviluppare percorsi clinico-assistenziali integrati tra Policlinico e Asl di Foggia, anche attraverso l’istituzione di un Obesity Center aziendale per garantire un percorso completo e multidisciplinare al paziente obeso e alla chirurgia bariatrica».
Quali sono i tre risultati che vorrebbe presentare ai cittadini alla fine del primo anno?
«Vorrei consegnare ai cittadini reparti e strutture collaudate, funzionanti e concretamente fruibili, portando a conclusione gli interventi già avviati dalle precedenti direzioni. Con la Direzione sanitaria vorrei inoltre intervenire sull’organizzazione del Pronto Soccorso e dei suoi percorsi, compatibilmente con le criticità legate al reclutamento del personale, attraverso strumenti come il Bed Management, gli Infermieri di Processo e il Fast Track. Infine, con la Direzione amministrativa, voglio definire la revisione dei processi amministrativo-contabili per riportare l’Azienda, nell’arco del triennio, in equilibrio economico-finanziario».
Qual è il messaggio che vuole rivolgere oggi alla comunità foggiana?
«La Direzione Strategica lavorerà con impegno e senso di responsabilità, guidata dalla concretezza e dal giudizio, ma anche dall’ambizione di far diventare il Policlinico Universitario, essendoci tutti i presupposti, un punto di riferimento regionale e un motivo di orgoglio per tutta la comunità foggiana».
