Profondo sgomento e ferma condanna da parte della Fai Cisl Puglia dopo il tragico ritrovamento di Sadam Houssain, il bracciante pakistano di 32 anni rinvenuto senza vita nel bagagliaio della sua auto nei pressi della baraccopoli di Borgo Mezzanone, a Manfredonia. L’uomo è stato trovato dopo giorni di ricerche, segnando l’ennesimo dramma nel mondo del lavoro agricolo. A esprimere il dolore del sindacato è il segretario regionale Antonio La Fortuna, che parla di «immane tragedia che colpisce l’intera comunità». Houssain era giunto in Italia per inseguire un futuro dignitoso, finendo però intrappolato in un sistema di grave sfruttamento e in condizioni abitative indegne. Per la Fai Cisl l’indignazione non basta più: occorre un’azione strutturale e un radicale cambio di prospettiva che coinvolga istituzioni, enti datoriali e parti sociali.
Il sindacato sottolinea l’urgenza di porre fine a questa realtà e di superare la piaga dei ghetti, definiti vere e proprie prigioni a cielo aperto dove i lavoratori sono costretti a vivere in contesti disumani. Serve una presa di coscienza collettiva sul tema dell’immigrazione e della filiera agricola per evitare che il sogno di un lavoro si trasformi in una tragedia inenarrabile.
