Dopo la frase choc pronunciata durante il Consiglio comunale del 29 aprile scorso – «Ti auguro di essere violentata da uno straniero» – l’assessora al Welfare, Maria Teresa Valente, ha deciso di sporgere denuncia contro la donna di circa 50 anni che l’avrebbe aggredita verbalmente durante la protesta scoppiata in aula sul trasferimento di alcuni richiedenti asilo alla Casa della Carità.
Secondo quanto ricostruito, durante la seduta alcuni cittadini hanno più volte interrotto i lavori del Consiglio, contestando la decisione relativa all’accoglienza dei migranti. Nel clima di forte tensione, l’assessora si sarebbe avvicinata ai manifestanti per cercare di riportare la calma, quando sarebbe stata bersaglio di insulti e della frase choc che ha suscitato indignazione trasversale e la solidarietà di istituzioni, cittadini e rappresentanti politici.
Assessora Valente, ha deciso di denunciare la donna che l’ha insultata. Perché questa scelta?
«Ho deciso di denunciare la donna perché bisogna mandare un segnale forte e preciso contro ogni forma di violenza verbale, che rischia poi di trasformarsi in qualcosa di ancora più grave. Lo vediamo spesso anche sui social network, dove i toni diventano sempre più aggressivi e pericolosi. Non si può lasciare passare un episodio del genere nel silenzio».
Si aspettava che il confronto potesse degenerare fino a questo punto?
«Assolutamente no. Non mi spiego come si possa arrivare a pronunciare parole di una violenza così inaudita. È anche vero, però, che nei giorni precedenti si respirava un’aria molto pesante in città, che certamente non contribuiva a rasserenare gli animi, ma anzi li fomentava».
A cosa si riferisce?
«Si è parlato per giorni di una notizia che non corrispondeva alla realtà, cioè del presunto trasferimento di 70 immigrati in città. La verità è che queste persone erano già a Borgo Mezzanone, nel centro Cara che è stato smantellato, e sono state semplicemente trasferite nella struttura della Caritas. Erano già sul territorio di Manfredonia».
C’è stata disinformazione?
«Credo che ci sia stata una narrazione distorta della vicenda. Le indicazioni, tra l’altro, sono arrivate dalla Prefettura. A San Giovanni Rotondo sono stati trasferiti altri 300 migranti nei Cas e lì non c’è stato alcun tipo di contestazione o protesta. Per questo ritengo che ci sia stata una strumentalizzazione politica per creare una tempesta in un bicchiere d’acqua».
Anche il fronte della minoranza politica si è diviso. Come legge questa spaccatura?
«La minoranza si è effettivamente spaccata: c’è chi ha preso le distanze da quanto accaduto e chi invece ha continuato ad alimentare lo scontro politico. È un elemento su cui tutti dovrebbero riflettere seriamente».
Ha ricevuto molti messaggi di vicinanza. Vuole ringraziare qualcuno?
«Assolutamente sì. Voglio ringraziare tutte le persone che mi hanno espresso solidarietà: le istituzioni, i colleghi e tanti cittadini che mi hanno fatto sentire la loro vicinanza. È stato molto importante».










