«Siamo abituati a sentire parlare di sanità quasi sempre per raccontarne i problemi, le difficoltà, ciò che non funziona. Noi oggi vorremmo fare esattamente il contrario». Inizia così la lettera aperta carica di emozione e gratitudine firmata da Tamara Principale e Matteo Zingaro, due genitori che hanno voluto rendere pubblica la loro storia a lieto fine per accendere un faro sulla “buona sanità” della Puglia, ringraziando l’équipe medica del Policlinico Riuniti di Foggia che ha strappato alla morte i loro due gemellini, Giancarlo e Celine Maria Antonietta.
Una vicenda iniziata in salita con una gravidanza gemellare rivelatasi sin da subito estremamente delicata, monitorata passo dopo passo dal ginecologo Clemente Capobianco, definito dai genitori «una presenza costante e rassicurante». Poi, improvvisamente, il quadro clinico è precipitato.
A causa di complicanze inattese, l’attesa si è interrotta bruscamente alla trentesima settimana di gestazione – ben dieci settimane prima del termine naturale –, rendendo necessario un parto cesareo d’urgenza. In quei frammenti di secondo sospesi tra la gioia e il terrore, la prontezza e la tempestività dei dottori Cicerone e De Luca hanno permesso ai piccoli di venire al mondo in sicurezza.
Tuttavia, la forte prematurità ha imposto l’immediato trasferimento dei neonati nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale (TIN) del Policlinico di Foggia, sotto la direzione del dottor Gianfranco Maffei.
Un mese e mezzo sospesi tra paura e speranza
Per Tamara e Matteo è cominciato così un lungo calvario durato un mese e mezzo: quarantacinque giorni trascorsi a fare la spola tra casa e ospedale, divisi tra le cure ai neonati in incubatrice e la gestione delle altre due figlie più grandi, Michela e Maria Sofia, accudite dai nonni.
«La gioia dell’attesa ha lasciato spazio alla paura, all’incertezza e a quella sensazione di impotenza che solo due genitori possono comprendere – raccontano Tamara e Matteo –. Ma dentro quei giorni difficili abbiamo incontrato donne e uomini straordinari. Il nostro grazie più profondo va al dottor Maffei, ai medici, agli infermieri e agli OSS del reparto. Con dedizione assoluta, attenzione costante e una sensibilità rara ci hanno fatto sentire accolti e sostenuti in un momento di enorme fragilità.
Oggi i piccoli Giancarlo e Celine Maria Antonietta hanno finalmente superato la fase critica, stanno bene e hanno potuto baciare per la prima volta la loro cameretta.
La paura ha ceduto il passo al sollievo, spingendo la coppia a una toccante riflessione sul valore del personale sanitario: «Oggi sentiamo il bisogno di dire pubblicamente grazie a chi non si limita a fare il proprio dovere, ma accompagna le persone anche dal punto di vista umano, restituendo fiducia proprio quando la paura sembra prendere il sopravvento. I nostri bambini oggi stanno bene anche grazie a voi. E questo è qualcosa che non dimenticheremo mai».
