Il futuro della gestione dello stadio San Nicola piomba nel caos e finisce davanti ai giudici amministrativi. Nelle stesse ore in cui la commissione tecnica del Comune di Bari sta valutando la congruità dell’unica offerta pervenuta entro la scadenza del 18 giugno – quella presentata dalla Ssc Bari della famiglia De Laurentiis –, Palazzo di Città si è visto notificare un ricorso d’urgenza al Tar della Puglia.
A firmare l’atto che rischia di congelare l’intero iter è la nota azienda La Lucente. La società, pur avendo inizialmente mostrato interesse per la concessione quinquennale dell’impianto progettato da Renzo Piano, ha deciso di non presentare alcuna offerta, ritenendo la gara profondamente penalizzante e priva dei requisiti minimi di trasparenza e concorrenza.
L’accusa
Nel ricorso, i legali de La Lucente chiedono l’immediata sospensione del bando e la rimessione in termini per poter partecipare. La tesi difensiva è netta: la Ssc Bari avrebbe goduto di un oggettivo e indebito vantaggio competitivo rispetto a qualunque altro concorrente.
Al centro della contestazione c’è il ricco pacchetto dei concerti estivi 2026. Secondo la ricorrente, l’azienda non è stata messa nelle condizioni di formulare un’offerta economica consapevole e un piano di ricavi realistico poiché nel bando comunale non vi era alcuna traccia della programmazione dei grandi eventi musicali, i cui contratti erano invece già stati blindati e definiti proprio dalla Ssc Bari.
Il nodo della discordia riguarda il periodo di transizione dopo la scadenza della vecchia concessione (avvenuta a maggio) e la fine dei grandi eventi live fissata per l’8 luglio. In questo mese di limbo, la Ssc Bari ha gestito e ospitato i due show di Vasco Rossi (18 giugno) e la data di Eros Ramazzotti (23 giugno), a cui seguiranno i live di Max Pezzali (5 luglio) e Tiziano Ferro (8 luglio).
Per permettere lo svolgimento di questi cinque mega-eventi, non pianificati direttamente dal Comune, l’amministrazione ha concesso alla Ssc Bari un comodato d’uso temporaneo a titolo oneroso dell’astronave. Il club biancorosso ha versato un corrispettivo complessivo di 300mila euro (60mila euro netti a concerto), applicando la medesima clausola tariffaria che il Comune ha inserito nel bando per il futuro concessionario quinquennale. Una mossa che, secondo La Lucente, avrebbe escluso di fatto gli altri player di mercato dalla conoscenza dei reali margini di profitto dell’impianto.
La patta geopolitico-amministrativa si deciderà in tempi record. I giudici del Tar della Puglia hanno fissato l’udienza cautelare per il prossimo 7 luglio 2026, appena ventiquattro ore prima dell’ultimo concerto in calendario (quello di Tiziano Ferro).
Se i magistrati dovessero accogliere la richiesta di sospensiva della Lucente, l’intera procedura di aggiudicazione alla Ssc Bari verrebbe azzerata, costringendo il Comune a riscrivere le regole della gara e ad aprire una nuova e complessa fase di stallo per la gestione del principale palcoscenico sportivo e culturale della città.
