Un inquietante episodio si è verificato la notte scorsa su viale Fortore a Foggia. Una ragazza sarebbe stata raggiunta al gluteo sinistro da un proiettile esploso da un’auto in corsa.
A raccontare l’episodio è un’amica della vittima che, sui social, spiega come intorno alle 2 si fossero avviate dal parco Diomedei per tornare a casa. Improvvisamente, scrive in un lungo post la ragazza, «abbiamo sentito un botto» e la sua «amica ha avvertito un dolore lancinante sulla parte superiore del gluteo sinistro».
In un primo momento, riferisce la giovane, «abbiamo pensato che un’auto passata a tutta velocità avesse schiacciato un oggetto con la ruota, facendo schizzare involontariamente un pezzo di metallo nella nostra direzione. Toccando la parte lesa, però, ci siamo accorte che c’era qualcosa di incastrato sotto la pelle, che aveva perforato i pantaloni, il body e la biancheria intima, conficcandosi nella carne».
Le due ragazze sono immediatamente andate al pronto soccorso e qui i medici, dopo aver estratto il proiettile, hanno confermato che si era trattato di un «pallino metallico sparato da una pistola ad aria compressa».
Le due ragazze hanno sporto denuncia ma ci tengono a rendere pubblico quanto accaduto «affinché tutti siano al corrente della gravità della situazione».
L’amica della vittima constata che «per “fortuna”, in tanta sfortuna, non è finita peggio: chi ha sparato da quell’auto in corsa avrebbe potuto colpire un punto vitale. Purtroppo non sappiamo chi ci fosse in quella macchina, non abbiamo fatto in tempo a prendere la targa e non abbiamo dettagli sul veicolo, perché in quel momento mai avremmo potuto immaginare un gesto simile. Siamo solo consapevoli che tutto questo è ingiusto e che è stato fatto con una cattiveria inaudita. Non è ammissibile non poter neanche tornare a casa propria senza sentirsi in pericolo, dovendo temere di essere colpiti da un proiettile».
La ragazza esprime tutta la delusione nel vedere una città che sembrerebbe non voler proprio cambiare: «La speranza che la nostra città stesse finalmente evolvendo in qualcosa di buono era forte», scrive, ma «ad essere onesta, la prima cosa che ho provato uscendo dai cancelli del pronto soccorso è stata un nodo alla gola: la speranza si è frantumata in un istante nel vedere una persona innocente stare male solo per l’ilarità sadica di qualcuno. La verità – conclude il post – è che per quanto questa città possa evolversi esteticamente o culturalmente, per quanto custodisca un pezzo del cuore di tutti noi e una storia meravigliosa, finché ci saranno persone capaci di tali gesti nulla potrà davvero cambiare».
Infine l’appello: «Aiutateci a diffondere questa notizia. Abbiamo il terrore che possa accadere di nuovo, a noi o ad altre persone innocenti, colpite da dei codardi».
