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Etna, la cenere paralizza i voli: aeroporto di Catania chiuso e viaggiatori bloccati

Il professor Marco Viccaro, vulcanologo dell’Università di Catania, spiega che l’Etna sta attraversando una fase di transizione

Etna, la cenere paralizza i voli: aeroporto di Catania chiuso e viaggiatori bloccati

Una nube imponente di cenere bruno-rossastra, alta oltre quattro chilometri, incombe da giorni sull’Etna. Se da un lato lo spettacolo affascina i turisti per la particolare sfumatura legata all’ossidazione del ferro nei minerali magmatici, dall’altro provoca il caos nel trasporto aereo. L’aeroporto internazionale “Vincenzo Bellini” di Catania Fontanarossa, tra i primi in Italia per traffico, ha dovuto prorogare lo stop a tutti i voli in arrivo e in partenza a causa dell’innalzamento dell’allerta VONA al livello massimo (RED) e della chiusura dello spazio aereo C1 attorno al vulcano. La società di gestione Sac ha invitato i passeggeri a verificare lo stato dei voli prima di recarsi nello scalo, ma le cancellazioni a catena e i ritardi accumulati anche nei trasferimenti verso Palermo hanno scatenato l’ira dei viaggiatori.

Dal punto di vista scientifico, il professor Marco Viccaro, vulcanologo dell’Università di Catania e presidente dell’AIV, spiega che l’Etna sta attraversando una fase di transizione dopo l’attività estiva alla Voragine. L’alternanza tra magma fresco e materiale vecchio e solidificato, unita all’instabilità delle pareti del condotto del Cratere di Nord-Est, è alla base dell’intensa e persistente emissione di cenere.

Sui social si rincorrono le proteste per file interminabili e risposte vaghe. Tra i bloccati c’è anche il leader di Azione Carlo Calenda, che ha affidato alla rete uno sfogo durissimo: «La Sicilia è uno dei posti che amo di più al mondo, ma è trascurata come un Paese del terzo mondo. Non è possibile che per un’eruzione si fermino tutti gli aeroporti. Sono rimasto bloccato tre giorni. Le strade per cercare un aereo alternativo sono in condizioni pietose, con lavori e senza autogrill. Forse lo Stato dovrebbe intervenire direttamente e gestirla per i prossimi trent’anni». Ai disagi per i voli si aggiungono le difficoltà per la viabilità locale, resa insidiosa dalle piogge mistiche a cenere che hanno trasformato le strade etnee in un manto fangoso.