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Diseguaglianze territoriali, i comuni della Capitanata tra i più poveri della Puglia

In Puglia, gli ultimi Comuni per reddito sono tutti in Capitanata, in particolare dei Monti Dauni. Non è solo questione di numeri, ma di prendere atto di un fallimento delle politiche di coesione. Se un tempo le disuguaglianze erano sociali (ricchi e poveri), ora sono territoriali (garantire uguali servizi) con le politiche correttive adottate finora risultate inefficaci o, nei peggiori dei casi, fallimentari.

«I Monti Dauni hanno permesso alla Regione Puglia di restare nell’Obiettivo 1, garantendo per anni ingenti risorse europee destinati a ridurre i divari territoriali», sottolinea Nicola Gatta, consigliere regionale di Fratelli d’Italia che aggiunge: «Quei divari non si sono ridotti addirittura sono aumentati con Bari tra le prime dieci città italiane mentre Foggia resta ultima in classifica».

Le riflessioni

Adres Rodriguez-Pose nel suo libro «La vendetta dei luoghi che non contano», mette in evidenza come proprio le disuguaglianze territoriali alimentino «il risentimento e la sfiducia verso le istituzioni», facendo prevalere un sentimento di esclusione. «Manca una strategia per le aree interne e mentre in Sicilia e Calabria si stanno provando soluzioni, in Puglia tutto è in una discussione spesso accademica e di principi» afferma Gianfilippo Mignogna, ex amministratore e ora studioso dei fenomeni legati allo spopolamento e sviluppo delle aree interne.

«Il disagio economico delle famiglie che vivono nei piccoli Comuni dei Monti Dauni anche dal punto di vista della redditività procapite è la testimonianza plastica del fallimento del Pnrr. I due pilastri: coesione sociale e riequilibrio territoriale praticamente non pervenuti. Le aree più marginali anche dal punto di vista economico e finanziario sono state cancellate dalle opportunità del debito pubblico europeo» afferma Virgilio Caivano, portavoce del Coordinamento nazionale dei Piccoli Comuni Italiani che conclude: «Non c’è alcuna filiera dello sviluppo e si è intervenuti su piazze e scuole che genereranno solo costi di manutenzione».

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