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Da Gaza ai banchi di Foggia: l’università accoglie due studenti palestinesi in fuga dalla guerra

L’Università di Foggia ha dato ufficialmente il benvenuto a due studenti palestinesi provenienti dalla Striscia di Gaza, giunti in Puglia per sfuggire al conflitto e portare a termine il proprio percorso accademico. L’arrivo è avvenuto nell’ambito del programma Iupals (Italian Universities for Palestinian Students), l'iniziativa di cooperazione internazionale promossa dal Ministero degli Affari Esteri insieme…
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L’Università di Foggia ha dato ufficialmente il benvenuto a due studenti palestinesi provenienti dalla Striscia di Gaza, giunti in Puglia per sfuggire al conflitto e portare a termine il proprio percorso accademico. L’arrivo è avvenuto nell’ambito del programma Iupals (Italian Universities for Palestinian Students), l’iniziativa di cooperazione internazionale promossa dal Ministero degli Affari Esteri insieme alla Crui e al Ministero dell’Università e della Ricerca.

L’Ateneo foggiano è tra i 21 poli universitari d’eccellenza che hanno aderito al progetto nazionale, permettendo a un totale di 72 giovani palestinesi di lasciare i territori martoriati dalla guerra per approdare in Italia. Un’operazione di salvataggio accademico che garantisce il diritto allo studio anche dove le bombe hanno distrutto infrastrutture e prospettive.

«Università presidio di pace»

L’accoglienza è stata salutata con profonda partecipazione dal rettore dell’Università di Foggia, Lorenzo Lo Muzio, che ha sottolineato il valore simbolico e politico del gesto. «Accogliere questi studenti rappresenta un momento di grande emozione – ha dichiarato il Rettore –. Questi giovani arrivano da una terra ferita dalla privazione dei diritti fondamentali, ma portano con sé il coraggio di chi continua a credere nel domani attraverso la conoscenza».

Per Lo Muzio, il ruolo delle accademie in questo momento storico è cruciale: «In tempi segnati dai conflitti, l’Università deve essere un presidio di pace e dialogo. Garantire a questi ragazzi la possibilità di studiare significa affermare con forza il valore della cooperazione e della convivenza umana. Il nostro Ateneo è orgoglioso di offrire questo contributo concreto di speranza».

I due studenti inizieranno ora il loro inserimento nella comunità accademica foggiana, sostenuti da una rete di accoglienza volta a trasformare il trauma della fuga in un’opportunità di riscatto e crescita professionale.

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