Il Policlinico Riuniti di Foggia respinge le accuse di negligenza e chiarisce la propria posizione in merito alla vicenda di una paziente dializzata, caduta da una poltrona ospedaliera nei giorni scorsi. La donna aveva lamentato una scarsa attenzione post-incidente e un’attesa di oltre dieci ore al Pronto Soccorso il giorno successivo, terminata con la sua rinuncia alla visita.
La ricostruzione del Policlinico
Secondo la nota ufficiale diffusa dalla direzione medica, la paziente non sarebbe mai stata lasciata sola. Subito dopo la caduta, avvenuta mentre la donna attendeva la dialisi, il personale sanitario le avrebbe proposto l’immediato trasferimento al Pronto Soccorso e il rinvio del trattamento. Tuttavia, a fronte di un quadro clinico apparso «complessivamente rassicurante», si è proceduto con la seduta di emodialisi, durata quattro ore e svoltasi sotto «costante monitoraggio clinico e strumentale».
Al termine del trattamento, i medici avrebbero nuovamente consigliato alla donna di sottoporsi ad approfondimenti diagnostici in emergenza-urgenza, ma – sottolinea il Policlinico – «tale indicazione veniva rifiutata dalla paziente», che sceglieva di tornare a casa.
In merito al secondo episodio, avvenuto il giorno seguente quando la donna si è presentata in Pronto Soccorso per un ematoma al braccio, la struttura giustifica i tempi lunghi con i protocolli di triage. «I parametri vitali erano nei limiti della norma e non emergevano condizioni di emergenza clinica in atto», si legge nella nota. La paziente sarebbe stata dunque classificata con un codice di bassa priorità, giustificando l’attesa rispetto a casi più critici.
La direzione medica conclude ribadendo che tutte le attività sono state eseguite con «tempestività e attenzione», rivendicando la correttezza dell’operato del personale dei Riuniti.
