Alla fine ha prevalso il buonsenso. Il lungo braccio di ferro tra il sindaco Leccese e il presidente Luigi De Laurentiis avrebbe potuto avere conseguenze peggiori. Alla dolorosa retrocessione in C, si sarebbe potuta aggiungere la ricaduta nel calcio dilettantistico come, se non peggio, nella stagione 2018/19 quando, dopo il fallimento, il Bari ripartì dalla serie D. Stavolta il rischio sarebbe stato ripartire addirittura dal campionato di Eccellenza dove ad attenderlo avrebbe trovato il povero Taranto che ha visto sfumare la promozione in D nella sfortunata e discussa finalissima di domenica scorsa col Gladiator.
In questo testa a testa, De Laurentiis era apparentemente da solo. Nei giorni scorsi, alla facoltà di Giurisprudenza del capoluogo, l’avvocato Mattia Grassani, noto legale della Filmauro e massimo esperto di diritto sportivo, ha partecipato a un convegno per dire quanto è «bella, buona e brava» la multiproprietà.
Vi risparmiamo le razioni generali. Il sindaco Leccese, invece, in questa strenua gara di resistenza, aveva dalla sua parte l’intera area metropolitana, la stampa e la politica di ogni latitudine. Vista così, sembrava una sfida impari ma solo in apparenza. Appunto. Nei fatti, se la Ssc Bari non avesse accettato le condizioni poste dall’amministrazione comunale, non avrebbe ottenuto la concessione del «San Nicola” e, all’atto dell’iscrizione al campionato di C, avendo pure ricevuto le porte in faccia da Monopoli e Altamura, non avrebbe potuto comunicare alla Lega Pro uno stadio in cui giocare le partite in casa. Risultato: addio iscrizione alla terza serie nazionale e ripartenza dal calcio dilettantistico.
In realtà, il sindaco Leccese, che ha tutta la nostra approvazione e ammirazione, la corda l’ha tirata fin troppo, rischiando che si spezzasse. Per fortuna, dall’altra parte, hanno prevalso gli interessi forti della Filmauro che non ci stava a perdere i milioni investiti negli ultimi otto anni nella «seconda squadra del Napoli» così come l’ha spregevolmente definita il capofamiglia Aurelio De Laurentiis a febbraio del 2024 durante un’audizione una audizione parlamentare. Alla fine, checchè ne dica la maggior parte dei tifosi del Bari («meglio ripartire dai dilettanti ma senza De Laurentiis»), ha prevalso la soluzione meno dannosa: ripartire dalla C e rompere le scatole a tutti i livelli istituzionali perchè la multiproprietà sparisca realmente entro il 31 giugno 2028. Un accordo, a quanto pare, basato solo sulla fiducia.
