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Tutti mi chiamano Teddy Reno e sono l’ultimo gentiluomo dello swing

Tutti mi chiamano Teddy Reno e sono l’ultimo gentiluomo dello swing

Se è vero che i Jalisse hanno provato a tornare in gara a Sanremo ben trenta volte, c’è un grande cantante, oltre che organizzatore e presentatore, che ha superato la soglia dei 100 anni. Perbacco. Soltanto notevoli ovazioni, un doppio cd, varie interviste e poco altro. Teddy Reno, al telefono, possiede ancora una voce «realistica», come quella volta che Frank Sinatra gli fece i complimenti, soprattutto per la dizione americana e per i brani swing. Ma andiamo per ordine. Nato da una famiglia italo-austriaca, liceo classico e quattro anni di giurisprudenza, amava l’America, lo swing, le grandi orchestre. Provò a Radio Trieste, si spacciò per un cantante americano, ma non era vero. Girò il resto d’Europa e l’Africa del Nord: cinque lingue e una voce straordinariamente confidenziale.

La CGD e gli anni d’oro

Nel 1948 fonda e dirige la CGD (Compagnia Generale del Disco), in un momento in cui a Milano i dischi facevano faville, mentre a Roma c’erano gli studi della radio in via Asiago. Ogni anno sfornava notevoli cantanti e musicisti: Lelio Luttazzi, Gianni Ferrio, Jula De Palma, Giorgio Consolini, Betty Curtis, Johnny Dorelli. Intanto la Rai lo ingaggia. Un talk-show a modo suo, «Canzoni al caminetto» – mentre alla radio il presidente Franklin Delano Roosevelt parlava agli americani con le sue «Conversazioni al caminetto» – quindi, tra il 1955 e il 1957, «Confidenze musicali», e poi «Souvenir», dal 1958 al 1960. Arrivò al Festival di Sanremo, dal 1953 al 1961, in coppia con Mina, Domenico Modugno, Nilla Pizzi, Pino Donaggio, Sergio Bruni e molti altri. Tanti gli aneddoti. In Argentina fu ospite e amico di Evita e Juan Perón, durante la presidenza autoritaria, insieme al suo collega Giacomo Rondinella. Il suo canzoniere è molto affollato, fra melodia, romanticismo, swing e slow: «Addormentarmi così», «Trieste mia», «Aggio perduto ’o suonno», «Accarezzame», «La voce, ’na chitarra e ’o poco ’e luna», «Piccolissima serenata» e molte altre.

Da Rita Pavone alla Festa degli Sconosciuti

Teddy Reno è ancora stupefatto da quello che ha fatto nei decenni. «La Festa degli Sconosciuti» ad Ariccia, la sua esperienza da assessore, un notevole ristorante, «La Forchetta». Tutto è partito dal 1962, dal suo gioiello, Rita Pavone, che sposa nel 1968. Metà del mondo dello spettacolo deve qualcosa a lui: Claudio Baglioni, Dino, i Rokes, Enrico Montesano, Marcella, Mal, Edoardo Vianello. Dispiace pensare a molti cantanti americani: per esempio Tony Bennett, a 96 anni, duettava con Lady Gaga in modo «suo». Il mondo dello spettacolo lo rimpiangerà.