Ci sono luoghi dove il tempo pare scorrere più lentamente che altrove. Dove le vecchine vestite di nero si inerpicano nei vicoli lastricati ed in salita, più agili di tanti turisti con attrezzature da trekking. Brindisi Montagna, nel cuore delle Dolomiti Lucane, in provincia di Potenza, è uno di questi. Ad 800 metri di altezza, racchiude nel suo nome il legame con la vicina Puglia.
Nell’omonimo porto pugliese, infatti, sbarcarono i greci della città di Corona (con la quale la Brindisi lucana è tuttora gemellata) che ripopolarono il paese dopo il disastroso terremoto del 1456. Questo piccolo borgo, arroccato sulla montagna, è abitato da appena 700 persone. Anche la piazza centrale sembra in miniatura: intima ed alberata, ospita la Chiesa Madre dedicata a San Nicola di Bari con pregiati coro e trono lignei del Settecento. Risente dell’influsso greco, invece, la piccola chiesa dedicata a San Vincenzo: stucchi bianchi, cornici celesti e maioliche lucide.
A pochi chilometri da Brindisi, nel cuore della foresta scoscesa, sorge il Parco Nazionale della Grancia, il primo Parco Storico Rurale e Ambientale d’Italia, che in 17 anni di storia ha ricevuto ben 400mila visitatori. Qui d’estate va in scena il Cinespettacolo La storia bandita che rappresenta una delle pagine più controverse e cruciali della storia della Basilicata: il brigantaggio. Lo fa attraverso le ragioni e le storie dei vinti, capeggiati da Crocco e Caruso. Non delinquenti ma orgogliosa gente del posto, stanca dei soprusi del signore di turno, perché «libertà non è cambiare padrone». Nel Parco, durante la giornata, tante attività: fattoria didattica, falconeria, laboratorio del miele, etc. per un’esperienza che dura un’intera giornata.
A 27 km da Brindisi Montagna, un altro paesino pittoresco, annoverato tra i borghi più belli d’Italia: Castelmezzano. Ancora più piccolo di Brindisi Montagna, fu fondato dai Normanni che sulla vetta costruirono un castello scavato nella roccia: Castrum Medium, castello di mezzo tra quelli di Pietrapertosa ed Albano. Il borgo offre un panorama mozzafiato. Piccoli sottopassi si alternano a vicoli in pendenza sui quali si affacciano balconi fioriti e panni stesi. Da non perdere la Chiesa madre di Santa Maria dell’Olmo del XIII secolo, ricca di altari in marmo donati dagli emigrati negli Usa. I rintocchi delle sue antiche campane (una risale al 1666) scandiscono il tempo e riecheggiano nella vallata, complice l’effetto anfiteatro naturale delle montagne. Dal 2000 Castelmezzano è famosa tra gli appassionati di emozioni forti per il Volo dell’Angelo. Imbracati ed agganciati in sicurezza ad un cavo di acciaio, singolarmente o in coppia, si può volare da Castelmezzano alla vicina Pietrapertosa (e viceversa) in 80 secondi, raggiungendo anche i 120 km/h ed ammirando le dolomiti da un’altezza di 400 metri. Spinti dall’accelerazione meccanica del peso corporeo in discesa, si proietta, nel silenzio del vento, la propria ombra sulle montagne circostanti. Un’emozione che resta indelebile negli occhi e nel cuore di chi lo prova.
