C’è qualcosa che non torna in una regione che ha fatto del turismo uno dei motori della propria economia e oggi rischia di considerare un problema chi in quel settore ha deciso di investire. La difficoltà di trovare casa, denunciata (a pagina 3 del quotidiano) dai sindaci di Vieste e Gallipoli, è reale. Ma sarebbe un errore trasformare i proprietari di immobili destinati ai turisti nei colpevoli di un’emergenza che viene da lontano.
Chi investe i propri risparmi, recupera un appartamento e avvia un’attività contribuisce all’economia del territorio. Non merita di essere penalizzato per le responsabilità di una politica che troppo spesso ha rinunciato a governare le trasformazioni delle città.
La nuova legge regionale sugli affitti brevi introduce regole e attribuisce maggiori poteri ai sindaci. Ma i divieti, da soli, non restituiscono le case ai residenti. E soprattutto non rispondono a una domanda: che cosa hanno fatto le istituzioni per favorire gli affitti a lungo termine, recuperare gli immobili inutilizzati e garantire abitazioni accessibili alle giovani famiglie?
Servono controlli contro gli abusi, incentivi per chi affitta stabilmente e garanzie per i proprietari. Non una guerra tra residenti e turisti.
Perché il diritto alla casa e la libertà d’impresa non sono nemici. Farli convivere è compito della politica. Che non può nascondere dietro nuovi divieti la propria incapacità di trovare soluzioni.
