Il futuro della borsa di studio assegnata a Mary Lorusso dal Policlinico di Bari, e poi annullata dall’amministrazione ospedaliera, si gioca ora nelle aule della giustizia amministrativa.
Ieri mattina la vicenda è approdata al Tar, dove la difesa della donna ha depositato una memoria per contestare il provvedimento con cui l’azienda sanitaria ha revocato l’incarico. Una partita giudiziaria che intreccia il destino di un’opportunità professionale con una vicenda ben più ampia, quella dell’inchiesta “Codice interno”, che ha scosso la politica barese per le ipotesi di intrecci tra criminalità organizzata e consenso elettorale.
Mary Lorusso è la moglie di Giacomo Olivieri, entrambi coinvolti nel procedimento penale legato alla presunta associazione mafiosa finalizzata allo scambio elettorale politico-mafioso in occasione delle elezioni comunali di Bari del 2019. Accuse che appartengono al versante penale della vicenda e che restano distinte dal contenzioso amministrativo sulla borsa di studio. È proprio sulla legittimità dell’annullamento disposto dal Policlinico che si concentra ora il confronto davanti ai giudici.
Con il deposito della memoria, i legali di Lorusso hanno formalizzato la propria opposizione, sostenendo le ragioni della loro assistita nel tentativo di contrastare gli effetti del provvedimento.
La difesa ha inoltre affrontato il tema della richiesta di sospensione dell’atto impugnato e della fissazione dell’udienza di merito, passaggio decisivo per arrivare a una valutazione della controversia. La data dell’udienza sarà comunicata nelle prossime ore. Si apre così una nuova fase di una vicenda nella quale si attendono le determinazioni del Tar.
