SEZIONI
SEZIONI
Bari
Sfoglia il giornale di oggiAbbonati

“Lost Cause Lover Fool”, il nuovo album dei The Milk Carton Kids: due voci nude contro la fine del mondo

Il prologo sfiora l’osceno: due uomini che si presentano sul palco con due chitarre acustiche e due voci. Osceno perché, nell’epoca in cui ogni canzone sembra dover arrivare già truccata, pompata, lucidata, corretta, compressa, venduta come un algoritmo con il cuore finto, The Milk Carton Kids hanno questa antichissima abitudine, si mettono uno accanto all’altro…
l'edicola

Il prologo sfiora l’osceno: due uomini che si presentano sul palco con due chitarre acustiche e due voci. Osceno perché, nell’epoca in cui ogni canzone sembra dover arrivare già truccata, pompata, lucidata, corretta, compressa, venduta come un algoritmo con il cuore finto, The Milk Carton Kids hanno questa antichissima abitudine, si mettono uno accanto all’altro e suonano. Lost Cause Lover Fool, uscito il 24 aprile per Far Cry Records/Thirty Tigers, è il loro settimo album in studio. Lasciate perdere ogni nostalgia da folk club, non sono il santino ingiallito di Simon & Garfunkel, e non c’è traccia della solita mitologia dell’«autenticità» – oggi si compra anche lei in vinile colorato. Kenneth Pattengale e Joey Ryan sottraggono. Tolgono. Lasciano spazio. Fanno entrare l’aria. E nell’aria, si sa, si sente tutto: la corda che vibra, il respiro prima dell’attacco, l’imprecisione minuscola che nessun software può fabbricare senza sembrare patetico.

Questo non significa che i Milk Carton Kids siano «veri» mentre gli altri sarebbero falsi. Sarebbe una lettura da moralisti del folk, e loro sono troppo intelligenti per finirci dentro. Il punto è un altro: in un mondo sonoro ridotto a griglia, loro continuano a muovere il tempo. Accelerano, frenano, piegano la misura, si ascoltano. Joey porta le note basse, il fondamento armonico, il passo; Kenneth sta sopra, colora, contrappunta, ricama, apre fessure. Due funzioni diverse, due caratteri, due strumenti che non si sommano e si sorvegliano.

Manifesto della sottrazione

La loro storia ha i contorni della leggenda scritta in casa. Los Angeles, Eagle Rock, due carriere soliste che non decollano, Joey che vede Kenneth suonare in un club e resta colpito da una canzone cantata dal punto di vista di un cane morto. Poi le prove sul portico di Kenneth, quasi ogni giorno, i vecchi brani smontati e rimontati fino a diventare qualcos’altro. Lì nasce il loro suono. Due sedie, due chitarre, la distanza giusta. C’è anche un dettaglio biografico che sembra inventato da uno sceneggiatore hollywoodiano: Joey, dopo un incidente al ginocchio e un’intubazione che gli danneggia le corde vocali, perde parte dell’estensione acuta e stabilizza la voce più in basso. Da quella ferita, una geografia: il registro grave di Ryan, il volo alto di Pattengale, il vuoto in mezzo. Ed è proprio quel vuoto il loro strumento segreto. La Martin 0-15 di Pattengale lavora proprio lì dentro. Più che un solista, un architetto del silenzio: contrappunti, linee spezzate, double stops, frammenti accordali che entrano e spariscono. Joey tiene il terreno, lui decide dove far respirare la canzone e dove stringerla. Così il minimalismo diventa tecnica.

Nei primi dischi, Prologue e The Ash & Clay, quel vuoto era quasi una disciplina monastica. Il duo imponeva una grammatica: due voci, due chitarre, nessuna via di fuga. The Ash & Clay allargava lo sguardo a un’America che si sbriciolava, Monterey riportava tutto dentro, nei teatri, nelle chiese, nei luoghi dove la presa diretta diventa destino. Nel 2018, con All the Things That I Did and All the Things That I Didn’t Do, la svolta: una band, Joe Henry alla produzione, fiddle, fiati, batteria, pedal steel. Il dogma che si frantuma per salvarsi dall’imbalsamazione.

Un nuovo inizio

Lost Cause Lover Fool arriva dopo I Only See the Moon, forse il loro disco più compiuto della maturità, e ne radicalizza l’intuizione: espandersi solo quando serve. Qui ogni aggiunta deve giustificarsi davanti al tribunale della canzone. Un banjo, un colpo di batteria, una trama roots, un basso in «Sad Song»: tutto entra in punta di piedi, come un ospite che sa di non essere il padrone di casa. L’host resta il dialogo tra Pattengale e Ryan. Le canzoni parlano di trasformazione, memoria, coscienza, istanti fragili. Ma non lo fanno con l’enfasi dei dischi «importanti». Niente cartelli luminosi, nessun trauma spiegato con le mani alzate. C’è piuttosto una politica dell’attenzione. A Friend Like You, Blue Water, My Place Among the Stones, I’ll Go Home From Here: titoli che sembrano fotografie scolorite, appunti presi prima di dimenticare. È musica che costringe ad avvicinarsi, senza afferrarti per il collo. Ed è qui che il disco diventa manifesto. Perché oggi la musica popolare sembra terrorizzata dal silenzio. Appena si apre una fessura, la si riempie: synth, beat, sub-bass, cori, plug-in, effetti, melodie raddrizzate, voci tirate a lucido fino a non appartenere più a nessuno. I Milk Carton Kids fanno il contrario. Lasciano che il brano mostri le proprie ossa. Non vogliono sembrare enormi, vogliono sembrare vicini.

L’antidoto al rumore

Attenti però a trasformarli in santi dell’acustico. Sarebbe ingiusto e anche un po’ ridicolo. The Milk Carton Kids hanno attraversato i Grammy, gli Americana Honors, Austin City Limits, il Tiny Desk, i festival, i teatri, le nomination, i dischi distribuiti gratis e quelli pubblicati da etichette vere. Nel mondo dell’autotune fuori controllo, delle basi prefabbricate, dell’emozione quantizzata, The Milk Carton Kids non sono una fuga nel passato. Sono una correzione del presente. Non dicono: torniamo indietro. Dicono: ascoltiamo meglio. E per questo non possiamo che applaudire e ringraziarli.

CORRELATI

Cultura e Spettacoli, Italia","include_children":"true"}],"signature":"c4abad1ced9830efc16d8fa3827ba39e","user_id":1,"time":1730895210,"useQueryEditor":true,"post_type":"post","post__in":[493245,493136,497722],"paged":1}" data-page="1" data-max-pages="1" data-start="1" data-end="3">

Lascia un commento

Bentornato,
accedi al tuo account

Registrati

Tutte le news di Puglia e Basilicata a portata di click!