Da hotel galleggiante a nave degli orrori sequestrata. Questa la parabola della Mikonos Magic, imbarcazione che durante il G7 di Fasano avrebbe dovuto ospitare 2500 operatori di sicurezza. Il ministero dell’Interno si è costituito parte civile all’udienza preliminare a carico di Antonios Moustakas e George Tatsos, rispettivamente legale rappresentante e procuratore speciale della società proprietaria della nave.
I fatti
A far emergere le condizioni della nave fu proprio il personale delle forze dell’ordine che avrebbe dovuto alloggiarci. Sporcizia, muffa, camere a soqquadro, sangue nei bagni, escrementi che fuoriuscivano dai sanitari e ore di attesa per consumare cibo di bassa qualità. Queste, solo alcune delle gravi problematiche riscontrate che spinsero il ministero, sollecitato dai sindacati di carabinieri, guardia di finanza e polizia, a trovare sistemazioni alternative. La squadra mobile della città adriatica sequestrò subito la nave. Poi il Nas dei carabinieri documentò e confermò le gravi problematiche emerse dalle denunce dei colleghi che erano detsinati a soggiornare a bordo.
Il procedimento
Dal sequestro e dalle indagini è nato un procedimento ora all’udienza preliminare. L’ipotesi di reato è quella di frode nelle pubbliche forniture. Per questo motivo il ministero dell’Interno, insieme al Silf (Sindacato italiano lavoratori finanzieri), ha deciso di costituirsi parte civile. Sarà il gup Vittorio Testi a decidere sul rinvio a giudizio, richiesto dalla Procura di Brindisi, per Moustakas e Tatsos, che sono assistiti dai legali Massimo Manfreda e Nicola Ridolfi. All’udienza, oltre al pubblico ministero Pierpaolo Montinaro, ha preso parte l’avvocato Luca Magnolo per conto dell’Avvocatura dello Stato, in rappresentanza del ministero. Si torna in aula il prossimo 13 ottobre.
