Sono stati individuati i presunti autori della brutale aggressione di cui è stato vittima Benedetto Ligorio, 41enne ricercatore della Sapienza e segretario del circolo del Partito democratico di Villa Castelli, nel Brindisino, insultato e colpito al volto nei pressi della sinagoga “Beth-El” di via Padova, a Roma.
I fatti risalgono alla sera del 14 agosto scorso, quando i due uomini avrebbero avvicinato Ligorio, che è anche tra i massimi esperti di storia delle popolazioni ebraiche, affrontandolo con inaudita violenza verbale: «Sei un ebreo di m…», e ancora: «Tu non dovresti nemmeno esistere, adesso ti uccidiamo».
Dalle minacce i due sarebbero passati ai fatti: un pugno sferrato al volto di Ligorio ha fatto volare gli occhiali dello studioso, mentre gli aggressori avrebbero cercato di strappargli il cellulare per impedirgli di chiamare i soccorsi.
Ligorio non è ebreo, ma la sua vicinanza a un luogo di culto sarebbe bastata per scatenare la furia dei picchiatori.
A distanza di mesi, le indagini congiunte della Digos, del commissariato Porta Pia e dei carabinieri della stazione di piazza Bologna hanno dato un volto ai responsabili. Si tratta di due romani legati agli ambienti dell’estrema destra cittadina, cani sciolti incastrati anche dai tatuaggi d’ispirazione fascista sfoggiati da uno di loro.
Sulla vicenda è intervenuto Domenico De Santis, segretario del Pd Puglia: «Parole d’odio e minacce, insulti antisemiti e violenza. È bastato essere associato a un luogo per subire violenza e disprezzo». De Santis esprime piena solidarietà e gratitudine allo studioso per il coraggio dimostrato nel denunciare: «Benedetto dimostra ogni giorno che la cultura e la conoscenza sono più forti dei pregiudizi. La sua denuncia è un’azione concreta contro chi, animato dall’odio razziale, è sempre alla ricerca di un bersaglio da colpire».
